sabato 16 maggio 2009

Una nuova corsa

carl_lewisIsola di Krino riapre. In realtà non ha mai chiuso, ma procedeva con molto relax. E' vero che bisogna sempre riflettere sulle cose, documentarsi; personalmente trovo molto difficile scrivere qualcosa senza aver fatto ricerche approfondite, ma bisogna essere realisti: giornalisti non siamo, anche se possiamo fare lavori mille volte più seri di tanti giornalisti italiani; non viviamo di giornalismo, i nostri impegni quotidiani sono altri, nel mio caso lo studio universitario e l'impegno civico.
Il tempo di leggere è sempre poco, figuriamoci di leggere cose lunghe al computer. E non posso certo pretenderlo dagli altri, visto che siamo tutti presi da impegni; è quello che ci impone la società moderna, e si ci augura soltanto che tutti questi impegni possano essere soddisfacenti, contribuire alla nostra crescita personale e alla nostra realizzazione. Almeno in parte.
Carl Lewis, "il figlio del vento", nella foto, rappresenta un po' la freneticità e la velocità della nostra vita. Uno dei più grandi atleti di ogni tempo, 9 medaglie olimpiche, un vegano convinto. Ho voluto inserirlo perchè sembra quasi dirci che si può correre, si deve correre, ma si ci può anche fermare e prendere decisioni "controcorrente".
Torniamo a noi. Date le premesse, ho pensato che il blog Isola di Krino, tenendo ferme le sue finalità originali, potrà ospitare d'ora in avanti prevalentemente idee, riflessioni, opinioni, ragionamenti o semplici segnalazioni di altri articoli o video dalla immensa rete. E, of course, non assicurando un articolo ogni giorno, anche perchè penso che ci sia bisogno di riflettere un po'. Ovviamente non saranno opinioni campate in aria o basate su idee e convizioni, ma in linea con la filosofia del blog, saranno comunque basate il più possibile su fatti oggettivi e da una, seppur limitata, esperienza nel campo dell'attualità e della politica/economia/società.
In questo modo però ho bisogno della vostra partecipazione. Vi invito a partecipare in modo attivo commentando, corregendo, obiettando, in modo da sviluppare idee e ragionamenti insieme.

P.S. Ultima comunicazione. A partire dal prossimo articolo, utilizzerò i tag in modo molto preciso, in modo da avere un lungo elenco di nomi nella colonna a destra (che sposterò in fondo alla pagina) , e rendere la ricerca più semplice.

giovedì 16 aprile 2009

Le potenzialità delle IPAB italiane (la mia tesi di laurea...)

Sono finalmente riuscito a pubblicare la mia tesi online, mantenendo i diritti d'autore ma rendendola disponibile e condivisibile. In fondo a questo post trovate i link per scaricarla o sfogliare il testo online.

Di cosa parla? Di IPAB, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Enti pubblici, misteriosi e sconosciuti, costituiti in gran parte da edifici, conservatori, complessi monumentali, fondi agricolti, beni di vario tipo, donati dai nobili di un tempo col fine di assistenza e beneficenza per i bisognosi. Nel 1888 se ne censirono 21.819, nel 1999 il numero è sceso a 4200. Che fine hanno fatto? 

Svendute, regalate a privati, inutilizzate....le IPAB sono state oggetto di affari d'oro, collusioni e imbrogli, proprio sfruttando il silenzio che li circonda ancora oggi. Pensate solamente che Tangentopoli è iniziata con l'arresto di Mario Chiesa, presidente di una ricca IPAB milanese. I loro patrimoni, secondo una stima minima, ammontano a 53 miliardi di euro.

Nel 2000 la legge 328 inserisce le IPAB nella rete di servizi sociali regionali, e il decreto del 2001 n.207 prevede che ogni regione emani una propria legge per disciplinare la trasformazione delle IPAB in ASP, Aziende di Servizi alla Persona. In tal modo restano enti pubblici, con una gestione autonoma e più efficiente, e collaborano con le ASL nel fornire assistenza e servizi sociali ad anziani, bambini e categorie svantaggiate. L'Emilia Romagna, regione all'avanguardia nel welfare, ha emanato la sua legge nel 2004: nella tesi ho scelto di raccontare l'esempio della ASP di Imola e dei suoi servizi utili alla cittadinanza e anche innovativi, come il condominio solidale per anziani.


La Campania, invece, è una delle poche regioni, forse l'unica attualmente, a non avere la legge sulle IPAB, che restano ancora soggette alla legge Crispi del 1890. Il caso approfondito nella tesi riguarda l'IPAB del comune di Massa Lubrense (NA), che conta ben 3 Conservatori (non di musica...nascono come scuole per orfani) e un notevolissimo patrimonio. L'assistenza si è fatta fino al 1940 circa, periodo in cui amministratori accondiscendenti hanno iniziato a rinunciare ad ogni loro potere a favore di 3 congregazioni religiose diverse che hanno occupato i 3 edifici. Gli Statuti, che prevedevano l'obbligo di assistenza e beneficenza, sono stati ignorati e calpestati. E' così che enti pubblici sono diventati Conventi, spazi chiusi, inutilizzabili tuttora perchè occupati abusivamente, spariti dalle menti dei cittadini massesi che vivono in un territorio privo di servizi sociali. Nel 1997, con la nomina di un nuovo Presidente dell'IPAB, è iniziata una fase di risanamento, durata 8 anni, di riscoperta della storia, dei documenti, dei tanti vergognosi fatti accaduti, che ricostruisco nel modo più chiaro e documentato possibile nel testo. Attualmente, con una nuova amministrazione, il risanamento sembra essere sparito dal programma, e anzi recentemente sono state anche azzerate le voci di spesa per l'assistenza ai bambini: si corre il rischio, in tal modo, che l'IPAB cessi di esistere come ente, e che vada a far parte di quelle migliaia di IPAB sparite nel nulla in questi decenni.

Come cittadino non posso tollerare una situazione del genere, aggravata dal fatto che Massa Lubrense ha urgente bisogno di spazi e servizi. Ho deciso di scrivere questa tesi partendo dal risvolto economico delle IPAB, che secondo me possono costituire, se ben utilizzate, un mezzo virtuoso per aumentare i servizi sociali ai cittadini di tutta l'Italia, senza gravare sulla spesa dello Stato e sulla precaria situazione finanziaria di alto debito pubblico.

Per il capitolo dedicato all'IPAB massese ringrazio con affetto l'aiuto e il supporto insostituibile della dott.ssa Morvillo, ex-Presidente dell'IPAB e instancabile ricercatrice, protagonista del risanamento e di un'opera decisa e onesta per restituire ai bambini quello che gli spetta di diritto.

Per concludere, comunico che questa settimana è nato un Comitato di cittadini che si dedicherà all'IPAB, facendo pressione per continuare il risanamento e monitorando la situazione denunciando gli eventuali problemi agli organi di controllo, in primis la Corte dei Conti. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi della nostra azione.

Per scaricare la tesi "Le potenzialità delle IPAB italiane: due casi a confronto":
1. Parte 1 (testo)
2. Parte 2 (appendice documentale) - 57MB

Per sfogliare online, in modo interattivo, la tesi,:
1. Parte 1 (testo)
2. Parte 2 (appendice documentale)

Creative Commons License
Le potenzialità delle IPAB italiane by Stefano Esposito is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

mercoledì 1 aprile 2009

Qualche buona idea contro la crisi

"Rinunciare, tagliare, contenere. Oppure inventare, ripartire, imparare. Ci sono tanti modi di affrontare la crisi. Abbiamo scelto 45 piccole, buone idee a cui ispirarsi per disegnare il nostro nuovo stile di vita." Così scrive il Corriere della sera online in un articolo di oggi. Propongo le idee più interessanti secondo me! Articolo originale: http://www.corriere.it/economia/09_marzo_31/magazine_45_piccole_idee_anti_crisi_71404694-1dd0-11de-84d3-00144f02aabc.shtml

earth_miniIdea 12: Microcrediti per piccoli artigiani
Disoccupati, piccole aziende artigiane in crisi, o vittime del ritardo di pagamento di committenti altrettanto in difficoltà. Sta diventando questo il nuovo target di chi si rivolge a Micro. Bo – Associazione Microfinanza Bologna, onlus attiva, tra l’altro, nel microcredito. Con 50 interventi annui, la onlus nata 4 anni fa agisce come garante presso istituti bancari sempre più restii a concedere il credito. Proprio ora che servirebbe di più.


Bologna e l'Emilia Romagna non tradiscono, per fortuna, la sua attenzione al sociale in un mondo di individualismo. Speriamo non vada in decadenza insieme al degrado che invade sempre più la città.

idea 45: Smettere ma per sempre
Risparmiare almeno 1.400 euro all’anno e guadagnarci in salute, senza contare la riduzione della spesa sanitaria. È l’affare da non perdere: smettere di fumare. L’idea non sarà originale ma la convenienza è indiscutibile. Come dice Renato Pozzetto nell’ultima campagna del Ministero: “Il fumo uccide: difenditi”.


E in più, aggiungo, chi fuma comporta una spesa sanitaria maggiore che paghiamo tutti noi con le tasse! Inquina, sporca, contribuisce a finanziare le industrie peggiori al mondo. Il bello è che magari si fa volontariato e poi si fuma, personalmente lo trovo assurdo poi non so voi. In ogni caso ognuno fa quel che vuole! capisco che per me è facile parlare, ma chi fuma di fatto è una persona dipendente e anche se si rende conto di certe cose immagino abbia difficoltà a smettere. Biologicamente è una droga, c'è poco da discutere.

idea 15: Pane e pizza fai-da-te
Sei euro al chilo, manco fosse una specialità di pasticceria. Il prezzo del pane è alle stelle e i consumi calano, ma non a casa. La risposta di molte famiglie è “allora me lo faccio”, ecco spiegato il boom delle macchine per farlo. In tre ore si sforna un chilo di pane buono e genuino che resta fresco per diversi giorni e che ci viene a costare molto meno di un euro per la materia prima. Fa tutto la macchina (se ne trovano da 40 euro in su), basta ricordarsi di tenere in casa farina e lievito. Per ricettari e consigli cercare su internet o in libreria (Facile come il pane, ed. Red). Il passo successivo è la macchina cuocipizza per i sabato sera con gli amici.


Confermo!! Ho da un anno la macchina del pane ed è fantastica, il pane è molto più buono e lo fai come vuoi tu senza perdere nemmeno 5 minuti.

idea 23: il prezzo è giusto, lo dice il web
Una volta bisognava avere molto tempo libero e girare diversi negozi per trovare le offerte migliori. Adesso il servizio è già pronto, è gratuito e viene continuamente aggiornato. Basta cercare online e callaudatissimi siti ci guidano all’acquisto migliore. Per esempio www.trovaprezzi.it oppure www.kelkoo.it


idea 16: Guardiani spegni luci e pc
Tra i corridoi dell’istituto Itis “Castelli” di Brescia li chiamano “guardiani della luce”, trenta studenti (due per classe) che hanno il compito di spegnere neon e computer una volta finite le lezioni. Conti alla mano le ronde anti-spreco degli studenti hanno fatto risparmiare all’istituto scolastico il 17% sulla bolletta dell’Enel. I soldi risparmiati nell’ultimo anno adesso verranno investiti in progetti di educazione ambientale. Attenzione anche a casa ai led accesi, dalla tv al pc. I consumi degli stand-by sono costi tagliabili.


e aggiungo, consumare meno carne è molto più efficace di queste misure, che sono comunque da prendere. Lo dimostrano studi e calcoli tra l'altro non difficili da fare.

Idea 5: Una bici per te ad ogni angolo
Pedalare mantiene in forma, è divertente e non inquina. Per questo il bike sharing dopo Parigi e Barcellona sta prendendo piede anche in Italia (hanno aderito circa 60 comuni). Con una tessera elettronica o con una chiave che contiene un codice personale si ritira una bici da una rastrelliera e si riconsegna quando non serve più, anche dall’altro capo della città. Stenta a decollare a Roma (www.roma-nbike. it), piace sempre di più ai milanesi (www.bikemi.it).


Basta traffico insostenibile di auto private con una sola persona dentro, siamo ridicoliiiiiii!!!!!!!! vai di bus, metropolitane, car sharing, tram, e bici quando si può e ci sono le piste! E se non ci sono, chiedetelo ai sindaci!

idea 17: Metti una pala sul tuo tetto
Per sfruttare la forza dei venti e farsi un po’ d’energia domestica, si può installare in giardino o sul tetto una pala micro-eolica da 400W: se non supera 1 metro di diametro (come un’antenna parabolica) e 1,5 d’altezza non richiede autorizzazioni perché assimilata ad un intervento di manutenzione ordinaria. Il costo s’aggira sui 1.300 euro (più 50/60 per l’inverter) e può far funzionare irrigatori, pompe da pozzo ed elettromestici come tv o frigo. Niente calma piatta, però, intorno a casa: il vento deve soffiare in media a 5 metri/secondo.


Non conosco questa tecnologia e non so quanto sia utile e in quali zone, ma è un invito a considerare le energie alternative, tra cui principalmente il solare visto che l'Italia ha un'irradazione spaventosa e siamo pieni di incentivi. Bisogna attivare anche i condomini!

martedì 17 marzo 2009

Top-ten - la classifica dei problemi dell'Italia

Spesso mi chiedo: qual è il problema principale di questo paese? Si può fare un elenco, azzardare una classifica, ma individuare il più importante è un esercizio teorico forse possibile in Svezia, in Germania, ma in Italia quasi impossibile. Il nostro è un paese con tante caratteristiche, in buona parte negative purtroppo, e con un numero di problemi, spesso di pari gravità, impressionante, che si intrecciano in dinamiche storiche, culturali e politiche molto complesse. Non è un caso che nelle classifiche comparative mondiali siamo sempre agli ultimi posti, spesso a contenderci una posizione con paesi del terzo mondo, e in Europa siamo sempre lì, in coda, in compagnia di Grecia, Portogallo, Spagna anche se ultimamente ha preso vantaggio, e alcuni paesi dell'Est.
Ma perchè? Se aveste la possibilità di avere una legislatura a vostra disposizione, con buoni poteri, quale sarebbe IL problema che reputereste primario e affrontereste con più forza?
In questa sorta di rubrica, senza troppe formalità, voglio appuntarmi tutti i fatti di cronaca, notizie e dati che riterrò utili per cercare di individuare, progressivamente e discutendo anche con voi lettori, i problemi più gravi dell'Italia. In questo modo, infine, riuscire a costruire un metro più oggettivo per valutare se davvero le forze politiche che si propongono di governarci siano sulla buona strada per cambiare la vita in questo paese, proponendosi di affrontare quei problemi strutturali gravi, o agiranno solo in superficie lasciando il paese nelle condizioni, spesso disastrose, in cui è attualmente.

Vorrei iniziare da un fatto di cronaca che riguarda la giustizia, che è uno dei problemi candidati per la top ten. Il 13 febbraio 2009 Jamel Mohaib, tunisino irregolare di 33 anni, ha violentato una ragazzina quindicenne in un parco di via Mattei, a Bologna. Il 9 marzo è stato condannato con rito abbreviato a 6 anni e mezzo di carcere, e a risarcire 50.000 euro. Il processo si è svolto in pochissimo tempo grazie ad alcune nuove norme del pacchetto sicurezza che prevedono tale procedura nel caso in cui il pubblico ministero riesca a svolgere le indagini in 30 giorni. Le indagini in questo caso sono state facili, data la dinamica del fatto: la ragazzina attendeva gli amici sotto casa, quando la bestia ("uomo" o "animale" è un termine troppo nobile per tali individui) le si avvicina e la trascina nel parco vicino. Un testimone osserva il fatto e chiama immediatamente la polizia: la bestia tenta anche di difendersi negando di aver violentato la ragazza.
Comunque, ciò che voglio mettere in evidenza di questa notizia sono alcuni aspetti:
a) Jamel Mohaib il 7 agosto 2008 venne già condannato ad 8 mesi di carcere per spaccio di eroina, quindi avrebbe dovuto scontare la pena fino ad aprile 2009.
b) Mohaib esce di carcere il 15 gennaio 2009, per vari motivi tecnici, scatenando alcune polemiche
c) Mohaib continua a vivere sul territorio italiano e persistere nella sua condizione di irregolare.
c) Mohaib violenta la ragazza il 13 febbraio 2009, un mese dopo.

Questa notizia, che purtroppo è solo una delle tante riguardanti la violenza sulle donne, mi sembra che inizi a far emergere due problemi che inserirei nella classifica delle cause più importanti della situazione italiana; la prima è la cultura dell'illegalità, che si riscontra in questo caso nella nostra pacifica accettazione di migliaia di stranieri irregolari come se fosse una cosa normale; la seconda è l'inefficienza del sistema di leggi e norme che regola il funzionamento della giustizia. Intanto pensiamoci su, torneremo spesso sull'argomento.

venerdì 6 marzo 2009

Un po' di gastronomia: Kartoffelsalat e Patè di lenticchie rosse

Come avrete notato è da mesi che non pubblico più articoli. Sto seguendo comunque l'attualità politica ma ho deciso di dare priorità ad altre cose, lo studio in primis, e quindi ho messo da parte il lungo lavoro di ricerca delle informazioni, dati, etc..a cui è abituato chi leggeva questo blog. Non ho mai amato fare articoli di semplice opinione, devo sempre documentare tutto ciò che dico, ed ora non riesco a farlo.

Un'attività che invece non ho messo da parte è quella di cucinare e mangiare bene. Trovandomi in un periodo creativo, ho deciso di inserire sul blog le ricette più buone con cui mi sto cimentando. Di solito quando provo ricette prese da internet o da siti americani, c'è sempre qualcosa che non torna, e il risultato non sempre è convincente. E invece, stranamente, in questo periodo tutte le ricette che ho testato sono state un successo! La prossima volta basteranno solo dei piccoli accorgimenti per renderle perfette.
Trovo indispensabile appuntarmi ingredienti e procedimento per le future realizzazioni, e visto che ci siamo, le propongo anche a voi, non si sa mai! Le ricette sono indicativamente per 3-4 persone, ma sono tutti piatti che si conservano per diversi giorni (eccetto la pasta forse, che è meglio consumare il giorno dopo). Inutile dire che sono tutti deliziosi piatti vegetariani, alla faccia di chi ancora crede che mangiamo solo insalatina e verdure. Ecco le prime due ricette!

Kartoffel salat



Insalata di patate, tipicissimo piatto tedesco, che ho amato in germania e che ho riprodotto con l'immenso piacere di scoprire che viene praticamente identico, anzi più buono!

6 patate intere (media dimensione)
1 cipolla bianca, tagliata a pezzettini
2 cucchiai di farina 00
2 cucchia di zucchero bianco
2 cucchiaini di sale
1/2 cucchiaino di pepe
1/2 cucchiaino di paprica in polvere (opzionale)
1 cucchiaino di senape (opzionale)
Prendete un bicchiere e riempitelo:
2/3 di acqua
1/3 di aceto di vino bianco
2-3 cucchiai di olio circa
Lavate le patate, immergetele in acqua leggermente salata, portate ad ebollizione e cuocetele finchè sono cotte ma NON troppo, altrimenti dopo si rompono. Pelatele, lasciatele raffreddare, poi tagliatele a fettine o pezzettini a vostra scelta.

Mentre le patate si raffreddano, in un recipiente mescolate:
- farina
- zucchero
- sale
- pepe
Prendete una capiente (alla fine dovrà contenere le patate) padella antiaderente: fate soffriggere la cipolla nell'olio, senza bruciarla. Aggiungete il contenuto del recipiente, e fate cuocere a fiamma bassa per 5 minuti mescolando sempre. La cipolla assorbe tutto il condimento, e come se si caramellasse; se c'è troppa farina aggiungete un po' di acqua o olio.

A questo punto aggiungete il bicchiere di acqua e aceto insieme alla senape e alla paprica. Mescolate bene e fate cuocere un paio di minuti.
Aggiungete le patate, a fuoco minimo mescolate molto lentamente, senza romperle, le patate devono amalgamarsi bene con il condimento. Spegnete, lasciate raffreddare. E' pronto!! La kartoffelsalat si vende nel banco frigo dei supermercati tedeschi, ma potete consumarla sia fredda che leggermente scaldata. Come preferite!

(Ricetta originale, da me modificata: http://www.worldfood.it/ricetta-kartoffelsalat/2/)

Patè di lenticchie rosse (senza grassi)




Le lenticchie si prestano alla preparazione di deliziosi patè, dal gusto mediterraneo, delicati, che potete utilizzare come contorno, accompagnamento, su bruschette, etc..

1 bicchiere di cipolle tritate
1 bicchiere di scalogno
uno spicchio di aglio sminuzzato
1 cucchiaio di ketchup
3 bicchieri di acqua
1 bicchiere e mezzo di lenticchie rosse, lavate e sciacquate. Se volete lasciatele in ammollo qualche ora.
2 foglie di alloro
timo e/o altre spezie a vostra scelta (tipo mediterraneo)
sale

Far cuocere le cipolle e lo scalogno in un po' di acqua, qualche minuto finchè non si ammorbidiscono.
Aggiungete mezzo bicchiere di acqua, un pizzico di sale, il ketchup, l'aglio e il timo, mescolate qualche minuto finchè non evapora parte dell'acqua. Quando è rimasta poca acqua, aggiungete le lenticchie, i 3 bicchieri di acqua e l'alloro. Coprite con un coperchio (ma va bene anche senza), cuocete circa 20 minuti.
Aggiungete sale e pepe, e cuocete altri 10 minuti.

le lenticchie devono essere ben cotte, molto morbide, e formare quasi una crema. Se preferite, dopo aver spento potete passare il tutto con un mixer ad immersione, per renderlo davvero cremoso.
Mettete in una pirofila, fate raffreddare e conservate in frigorifero.

(Ricetta originale da me modificata: http://fatfreeitalia.splinder.com/ la foto l'ho rubata alla cara Vera, che ha un blog fantastico, sono sicuro non se la prenderà! )

Alla prossima!

giovedì 15 gennaio 2009

Un po' di umanità

Questo intervento nasce su facebook, e lo condivido anche sul blog. La pagina che cito successivamente è la seguente: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=685

I veri protagonisti non compaiono nelle pubblicità
. Non è bello essere presi per i fondelli, con pubblicità che distorcono la realtà nascondendo le conseguenza di un gesto che tanti fanno, come quello di comprare un etto di prosciutto. Eppure accade in Spagna come in Italia. Ci siamo evoluti abbastanza per vivere meglio senza consumare cibi animali, come è ampiamente dimostrato dalla medicina.Ci terrei che i miei amici dedicassero 5 minuti a guardare questo video (è duro per i sentimenti ma niente sangue) prodotto da un gruppo di spagnoli (sottotitoli in italiano) davvero in gamba. Link diretto al video: http://vimeo.com/2748075 oppure ecco direttamente la finestra del video.


Uguaglianza Animale risponde a pubblicità che ridicolizza il vegetarianismo from Igualdad Animal on Vimeo.


Ho sempre mal tollerato le battute sul prosciutto, considerando che i maiali sono animalipiù intelligenti dei cani e molto più puliti a parità di condizioni. Vi immaginate un cane in 2 metri quadrati tenuto rinchiuso un mese? Diventerebbe fetido e ricoperto di escrementi. L'unica scusante che ho trovato all'indifferenza è che quasi nessuno conosce questa realtà, in TV non ha nemmeno lo 0,1% di spazio, nessuno sa nulla degli animali che non siano i soliti gattini e cagnolini (che palle!!!!!!!!!!! ma perchè a mangiare cani e gatti ci troviamo qualcosa di disumano?? un velo di ipocrisia...), e non sa cosa succede quando ingerisce determinati cibi. Il nutrizionista Cannella in TV non lo dirà mai, e ve lo dice uno che ci ha discusso direttamente via posta senza che lui sia stato in grado di argomentare in qualche modo e difendere il consumo di carne. Semplicemente non è scientificamente possibile, e lui lo sa ma non lo dice. Ma per una volta voglio lasciar stare l'aspetto medico, e parlare dell'aspetto umano.

Se siamo davvero "umani" allora bisogna un po' aprire gli occhi e comportarsi concretamente da esseri rispettosi degli altri, senza rifugiarsi dietro scuse futili o ragionamenti filosofici che crollano miseramente dietro la realtà rappresentata da un video come questo (ed è solo uno dei tanti). Mi piace credere che nessuna delle persone che conosco, dopo aver visto certe cose ed essersi informato, non sia in grado di rinunciare o almeno provare a rinunciare a prosciutto e carne, invitando amici e parenti a fare lo stesso. Salvare l'africa sofferente è una impresa che va fatta ma non da soli; salvare milioni di animali sofferenti invece è molto molto molto semplice, si può iniziare senza sforzi e senza scuse oggi stesso. Io resto a disposizione di chiunque per aiutare nel cambiamento, anche dal punto di vista culinario (affatto trascurabile e ricchissimo di gusti e ricette al contrario di quanto si creda!! Nella pubblicità del video quei poverini fanno la parodia dei vegetariani che mangiano "insalata e sedano, sedano e insalata", siamo proprio a livelli di ignoranza pietosa).

domenica 4 gennaio 2009

Mal d'aria

Inizio il 2009 con dei brevissimi auguri per tutti! Se il 2009 deve essere davvero un anno migliore del precedente, come si legge in tutti i messaggini ed email ricevute in questi giorni, allora dobbiamo impegnarci noi nel nostro piccolo.
In questo paese c'è bisogno di più responsabilità individuale, l'azione collettiva è composta da ogni singola azione individuale. Se siamo tutti più cortesi, più gentili, più disponibili verso il nostro vicino...forse anche gli altri ci tratteranno meglio. Se saremo tutti più inclini a rispettare le regole, forse ci sarà meno corruzione, meno scempi, meno abusi, meno disparità tra potenti e gente comune. Se lasceremo attraversare i pedoni a bordo strada, forse saremo un paese più civile e simile a tutti gli altri paesi europei. Se faremo attenzione ai particolari, avremo città più vivibili e a misura d'uomo.
Per il 2009 auguro che tutti noi possiamo impegnarci un po' di più in questo, per poterne trarre un beneficio comune. Non è mica poco.



Veniamo al titolo del post. Mal d'aria è il nome di un sito web molto particolare che raccoglie un altrettanto originale collezione: ho voluto intervistare Nicola, mio ex-collega di università a Pisa nonchè caro amico, e il suo webmaster di fiducia a cui dobbiamo l'idea del sito.

Nicola Carmignani, laureato in Fisica all'Università di Pisa. Quando è scoccata la scintilla che ti ha portato ad afferrare e portare a casa il tuo primo sacchetto?
Mi è venuta voglia di collezionare sacchetti per il mal d'aria nel 2002, quando ho trovato per caso su internet il sito di un collezionista americano: www.airsicknessbags.com. Da quel giorno ho sempre preso i sacchetti degli aerei su cui ho viaggiato. Su quale volo volavi, per quale destinazione?
Volavo su un volo meridiana da Pisa a Cagliari. Il sacchetto è questo: http://maldaria.altervista.org/collezione.php?nome=Meridiana1

Giura che questo video (http://it.youtube.com/watch?v=iOceP6w-hrQ&feature=related) non ha niente a che fare con la tua passione.
Non conoscevo questo video. È divertente, ma non ha nulla a che fare con la mia collezione.

La tua passione è collegata a qualche aspetto particolare, e rivelabile, della tua vita?
No.

Francobolli, modellini, monete, depliant delle pizzerie a domicilio: troppo classici, poco originali?
Colleziono anche le monete, ma trovo la collezione dei sacchetti molto più bella.

Affermi che "I sacchetti per il mal d’aria rappresentano una forma d’arte moderna." C'è qualche critico d'arte che ha confermato questa idea?
Non conosco nessun critico d'arte che abbia confermato questa idea, ma sono certo che prima o poi anche i sacchetti per il mal d'aria troveranno il loro spazio nei musei di arte moderna, insieme agli iPod, alle macchine da scrivere e ai poster pubblicitari.

Che ne pensi di una galleria che esponga tutti i sacchetti? Io non la trovo un'idea da scartare...
Probabilmente qualche galleria di arte moderna esporrà dei sacchetti nel prossimo futuro, ma non credo che nasceranno musei dedicati solo a questa forma d'arte.

Rune Tapper, svedese, pioniere di questa collezione, che attualmente conta oltre 1200 sacchetti: concorrente da invidiare o fonte di ispirazione? hai mai avuto contatti con lui?
Sicuramente è una fonde di ispirazione. La sua collezione è molto più grande della mia, ma le descrizioni dei sacchetti non sono all'altezza delle mie. Ho avuto dei contatti con lui, gli ho chiesto di mettere il link al sito "Mal d'aria" nel suo.

Esistono tanti collezionisti come te? formate una qualche rete segreta e vi incontrate in clandestinità?

Sì, esistono tanti collezionisti. In Italia non siamo moltissimi, ma nel mondo ci sono molti siti internet dedicati a questo tipo di collezione. Non ci incontriamo fisicamente, ma esiste un gruppo yahoo dedicato al collezionismo di sacchetti per il mal d'aria, con ben 80 iscritti. Su facebook ci sono due gruppi dedicati ai sacchetti per il mal d'aria: uno in inglese con 26 iscritti e uno in francese con 15 iscritti. Attraverso questi gruppi organizziamo gli scambi dei sacchetti doppioni.

Con che frequenza le compagnie aeree aggiornano i propri sacchetti d'aria? c'è qualche statistica?
Ci sono compagnie che cambiano spesso i sacchetti, anche se in piccoli dettagli, e compagnie che mantengono lo stesso sacchetto per molti anni. La meridiana per esempio cambia il sacchetto circa ogni anno e mezzo.

Sbilanciati: qual è il tuo sacchetto preferito in assoluto della tua collezione, quale in generale che non possiedi e che vorresti assolutamente avere.
Uno dei sacchetti tecnicamente migliori della collezione è il sacchetto Iberia2 (http://maldaria.altervista.org/collezione.php?nome=Iberia2). Questo sacchetto è del 2008 e è stato progettato per correggere i difetti del precedente Iberia1, che il sito Mal d'aria aveva denunciato qualche mese prima. Probabilmente un dirigente della compagnia spagnola, dopo aver letto il commento al sacchetto, ha deciso di correggere tutti i difetti. Esteticamente uno dei migliori sacchetti della collezione è il sacchetto della compagnia birmana Yangon Airways (http://maldaria.altervista.org/collezione.php?nome=YangonAirways). Ci sono molti sacchetti che mi piacerebbe avere, per esempio quello della Finnaviation (http://www.sicksack.com/bags/bag-0485.jpg), su cui è disegnata una renna che ha problemi di stomaco.

Per scegliere le frasi che chiudono ogni newsletter vai a caso o segui una logica precisa?
Concludiamo le newsletter con una formula di matematica o di fisica e con una barzelletta. Cerchiamo di trovare barzellette sul tema della formula.

Francesco Michienzi, laureato in fisica all'università di Pisa. Quando Nicola ti ha proposto l'idea e la collaborazione, cosa hai pensato? sii sincero...
In realtà (se non ricordo male) sono stato io a proporre a Nicola di mettere in un sito internet la sua collezione. Mi piace fare siti e quando Nicola mi ha fatto conoscere questa sua passione la collaborazione è nata quasi spontaneamente.

Nella presentazione del vostro sito si legge: "Durante il prossimo viaggio aereo osservate il sacchetto che si trova di fronte a voi!". Io l'ho fatto, ho raccolto due sacchetti del mio recente volo dalla Germania, e lo farò in futuro, e ti porterò i sacchetti. Una cosa è certa: nessun viaggio aereo sarà più lo stesso dopo aver scoperto maldaria.altervista.org.
Buon lavoro!