sabato 13 febbraio 2010

I fondi pensione norvegesi: un esempio di trasparenza.

oilLa Norvegia è diventato uno dei paesi più ricchi al mondo in pochi decenni, dopo la scoperta del petrolio negli anni 60 al largo della costa occidentale, nel mar del nord. Prima era un paese essenzialmente povero, le cui attività principali riguardavano pesca, allevamento e un po' di agricoltura. Ma non basta scoprire una risorsa per diventare un paese moderno. Servono politici intelligenti e abili, e un forte patto sociale tra cittadini e Stato. Possiamo dire che la Norvegia rappresenta oggi ciò che molti stati poveri del mondo, in Africa o Medio Oriente, sarebbero potuti diventare. Il Prodotto interno lordo pro capite, cioè ricchezza totale prodotta nel paese diviso per il numero di abitanti, è uno dei più alti nel mondo. Ma torneremo su questo punto.



La lungimiranza, lo sappiamo, è qualcosa che in Italia non esiste. Il governo norvegese invece non ha speso ad libitum, ma continua a mettere da parte denaro per le generazioni future in due cosiddetti Fondi pensionistici statali, gestiti dal Ministero delle Finanze.[1]
I fondi sono due: il minore (Pension Fund Norway) è utilizzato per investire in attività nel paese, mentre l'altro (Pension Fund Global), il maggiore, in attività di tutto il mondo. Le attività petrolifere sono la principale fonte di finanziamento dei fondi, che oggi ammontano ad una impressionante cifra di circa 300 miliardi di euro. Lo Stato deriva questa ricchezza tassando le compagnie petrolifere, rilasciando nuove licenze per l'esplorazione dei mari, e partecipando con una quota pubblica nella compagnia petrolifera Statoil.[2]

Gli investimenti sono controllati, dal 2004, da un Consiglio etico, che regolarmente emana una serie di guide linea per non investire, ad esempio, in aziende che producono armi. Mi ha colpito la recentissima notizia, del 19 gennaio 2010, della decisione del ministro delle finanze norvegese di escludere 17 compagnie che producono tabacco dagli investimento del Fondo pensione, su indicazione del Consiglio etico.[3]

Insomma, nessuno è perfetto, il petrolio non è un prodotto eco-sostenibile e causa i suoi danni, ma la trasparenza nella gestione norvegese della ricchezza nazionale, la lungimiranza dei politici, possono sicuramente rappresentare un buon esempio per noi e per altri.

Note

[1] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/Selected-topics/the-government-pension-fund.html?id=1441
[2] http://www.statoil.com/en/Pages/default.aspx
[3] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/press-center/Press-releases/2010/Tobacco-producers-excluded-from-Government-Pension-Fund-Global.html?id=591449

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This is the first english version of a post on my blog, it will be full of mistakes but better than nothing! :) I'd welcome corrections and advices and, of course, to hear the opinion of norwegians and non-norwegians.

Norway has become one of the most wealthy country in the world in few decades, after the discovery of oil in the 60' on the west coast, in the north sea. Before it used to be a quite poor country, relying on activities like fishing, breeding and some agriculture. But it's not sufficient to discover a natural resource to become a modern country. You also need smart and skilled politicians, and a strong social pact between citizens and state. We can say that Norway today represents what many poor countries in the world could potentially be.
Norway's GDP per capita, that is the value of final goods and services produced in a year divided by the population, is one of the highest in the world. But I'll talk about this argument next time.

Far-sightedness, we know, it's something which doesn't exist in the italian politics. Norwegian governments didn't spend money without limits, but they started to save money for the future generations, building the so-called Governement Pension Funds[1]. The smallest one (Pension Fund Norway) is used to invest in activities and corporations within the country; the biggest one (Pension Fund Global) is used to invest all over the world. Petroleum activities are the main revenues in the funds, that today consist of an impressive amount of around 300 billion euro. Norwegian's State earns this money applying taxes on the oil companies, gaining payment for license to explore, and through the State's interest in the partly state-owned Statoil.[2]

Funds' investments are controlled, since 2004, by an Ethical Council, which regularly publics a set of guidelines to avoid, for example, to invest money in arm's corporations. I was quite impressed when I read a recent news, on the 19th of february 2010, about the decision of norwegian's finance minister to exclude 17 tobacco's companies from the Pension Fund investments, upon direction of the ethical council.[3]

In the end, we can say that no one is perfect, that oil is a non-sustainable resource and cause damages to the environment, but the transparency Norway has in the management of national wealth, and the far-sightedness of politicians, could represent a good example for us and for other countries.

Note

[1] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/Selected-topics/the-government-pension-fund.html?id=1441
[2] http://www.statoil.com/en/Pages/default.aspx
[3] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/press-center/Press-releases/2010/Tobacco-producers-excluded-from-Government-Pension-Fund-Global.html?id=591449

sabato 23 gennaio 2010

Un italiano in Norvegia - sfatiamo i primi miti

Cosa portare in Norvegia:



  • spugna per doccia: forse sono io ad essere impedito, ma prima di trovare una spugna ho girato 10 negozi. Niente, i supermercati non hanno nulla per lavarsi simile ad una spugna. In effetti, tuttoggi non ho ancora visto una spugna come la intendiamo noi. La pseudo-spugna di cui mi sono munito, per un prezzo ragionevole (3.5€, se vi sembra troppo capirete poi che non è molto qui...), è un pezzo di spesso cotone, rotondo, un po' ruvido ma decisamente efficace. Inoltre dura all'infinito al contrario delle spugne, quindi che dire, sono soddisfatto! Ho scoperto una cosa nuova in Norvegia, che mi porterò dietro. Consiglio finale: portatevi una spugna in modo che i primi mesi siete liberi di girare e cercare una pseudo-spugna in cotone, di cui vi innamorerete presto.

  • liquido lenti: in Italia il più economica costa 6-7 euro, qui l'unico che ho visto, in farmacia, costa 14 euro. Vale la pena portarselo dietro, ed è utile anche in viaggio. Ricordate che non va nel bagaglio a mano, è un liquido.

  • farmaci! Le farmacie qui sono davvero belle, ma care. Inoltre, molti farmaci che da noi sono liberi, qui sono vendibili solo su ricetta. Portatevi quindi un termometro, una tachipirina o un antidolorifico, e le cose di cui avete bisogno. Senza esagerare :) la sanità è gratuita anche qui.



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Cmq è vero, qui anche a meno 14 si stava bene, è tutto un problema di equipaggiamento. Noi in Italia giriamo col jeans e con giacche create per la moda e non per la qualità dei tessuti. Basta prendere un buon giubbotto, anche non tanto imbottito, ma se il materiale è buono non passa nè acqua nè vento e mantiene il calore sotto.


Riguardo la luce qui al sud non si nota molto, ci sono un bel po' di ore di luce e già da febbraio-marzo iniziano ad essere anche troppe. Soprattutto quando a giugno vuoi dormire e alle 4 di mattina hai luce...e le case qui in generale hanno solo tende, non persiane!!

Ma, indipendentemente da luce e clima, la cosa che si impara qui è a vivere anche se piove, se c'è un temporale, se è tutto pieno di neve. Un escursione con la pioggia non è un fastidio ma una esperienza. Una passeggiata nel parco con i laghetti ghiacciati non è una follia, ma la normalità. E quando arriva il bel tempo lo si apprezza appieno.

xander ha scritto:

Ah, ovviamente un salutone anche a Ste, te sì che te la godi lì eh? [:D] :)

che veda di non spassarsela troppo però... [:200] :lol:[/quote]

Ho le mani legate d auna lunga corda che parte dall'Italia! :D a parte gli scherzi, ci stiamo divertendo con molte attività, anzi pure troppe, bisogna iniziare a studiare [:200] [V] . Qui le lezioni sono poche ma devi scrivere dei paper durante il corso, fare lavori di gruppo, leggere volta per volta e discutere in classe. Insomma, non ti giochi tutto all'esame finale! Che, parentesi, è sempre scritto e dura minimo 3-4 ore. Corretto in forma completamente anonima da due prof.
!!

lunedì 18 gennaio 2010

Un italiano in Norvegia - esperienze, riflessioni e consigli

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L'isola di krino, per i prossimi 6 mesi, sarà una delle tante isole che punteggiano la costa norvegese da sud a nord, da settimane coperta di neve. Mi trovo in Norvegia per motivi di studio e, come molti sanno, questo paese, insieme agli altri stati scandinavi e la Svezia, ha sempre rappresentato un ideale per me. Sia per quanto riguarda il sistema sociale e la politica, sia per l'aspetto culturale e mentale dei suoi abitanti. Siamo a poche ore di aereo dall'Italia, ma sembra di essere su un altro pianeta da molti punti di vista.


La Norvegia è un paese per certi versi chiuso, ai confini dell'Europa, che si tiene fuori dall'Unione Europea e osserva, con diffidenza, ciò che accade fuori. Della Norvegia noi italiani conosciamo poco o niente; appare raramente nelle news e nei libri di storia. Non si studia, non si conosce. Si discute solo di alcune credenze e miti, che si danno per scontati, ma che in realtà non sono veri.


In questi mesi, finalmente, mi terrò lontano dalle disgrazie domestiche e dai guai che il governo Berlusconi sta portando avanti in un paese ormai adattatosi a tutto. Mi considero molto fortunato nel poter evitare di vedere i vari Gasparri, Lupi, Bondi, Berlusconi, Casini, D'Alema, i vari e tanti idioti che circolano in TV, insomma zittire le cose peggiori che abbiamo in Italia. Voglio concentrarmi su due cose: innanzitutto, conoscere la Norvegia e i norvegesi, e parlarne qui sul blog, sperando che conoscere meglio questo paese possa aiutare anche noi. In secondo luogo, conoscere meglio l'Italia. Isolare le cose negative, parlarne, ma far emergere anche le cose positive da raccontare agli amici stranieri, sempre molto incuriositi dal nostro strano paese.


Essendo un po' esploratore, affiderò al blog e alla immensa rete anche molti consigli pratici per viaggi e spostamenti, sfruttando la possibilità di fare esperienza in prima persona, e quindi testare ciò che spesso le guide turistiche non dicono. Chissà che anche a voi, un giorno, venga voglia di trascorrere un periodo, o una vacanza, in Norvegia?


P.S. Non mancheranno le foto, ovviamente, scattate con la mia fidata Canon EOS 350D (pubblicità occulta?...in realtà, un dato che può interessare gli appassionati di fotografia).


 

martedì 8 dicembre 2009

Copenhagen 15 - l'informazione corre sul web

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L'Unione europea è guidata dalla presidenza di turno svedese, che ha impegnato molte forze nelle negoziazioni in vista del vertice dell'ONU di Copenhagen che durerà da oggi fino al 18 dicembre. In Danimarca si cercherà un accordo mondiale che superi il protocollo di Kyoto e fissi nuovi obiettivi per la riduzione dei gas serra. L'UE ha un ruolo di leader, e può già presentare sul tavolo degli ottimi risultati.
Qualche settimana fa il ministro dell'ambiente svedese ci ha informati che l'Unione Europea a 15 rispetterà abbondantemente gli obiettivi di Kyoto che impongono l'8% di riduzione di emissioni, giungendo ad un meno 13% entro il 2012.
Mi chiedo quanto l'Italia stia contribuendo...ma torniamo a Copenhagen.
L'opinione pubblica è oggi più attenta a questi temi, che fino a pochi decenni fa erano quasi del tutto assenti. Invito tutti a seguire il procedere dei lavori e vi segnalo i siti più utili da questo punto di vista:

- http://en.cop15.dk/ Il sito principale del vertice. Ben fatto e chiaro, ospita tutte le news e le notizie giorno per giorno sui lavori del vertice. Purtroppo non esiste la versione italiana, un segno del nostro scarso ruolo in questo settore.
- http://webcast.cop15.dk/ a questa pagina è possibile seguire in diretta tutti gli interventi o rivedere quelli già andati in onda.
- Il sito della presidenza svedese dell'UE, ricco di informazioni non solo sul vertice di Copenhagen, ma sull'azione svolta nei 6 mesi.

E se volete aggiungere il vostro nome agli oltre 1 milione di firme già raccolte, potete farlo a questo indirizzo: http://www.showyourvote.org/. Una raccolta di firme ufficiale che in qualche modo lascerà un ricordo e un segno sui negoziati.
Torneremo sull'argomento al termine del vertice. Intanto, buon Copenhagen a tutti!

domenica 29 novembre 2009

Sanità: finchè la barca va...

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Checchè ne dicano i bolognesi, la sanità in Emilia Romagna funziona bene. Le famiglie emiliano-romagnole, tolta l'onnipresente evasione ed altri fattori, pagano le tasse come le famiglie calabresi o campane. Ma mentre negli ultimi due casi andare in ospedale richiede una forte dose di pazienza e fede (sarà per questo che la religione è molto più diffusa al sud?), qui nella grande maggioranza dei casi significa essere assistiti da medici di alto livello, gratuitamente, in strutture decenti. Insomma, la normalità per un paese che possiede un sistema sanitario nazionale (SSN) pubblico e universale, quindi aperto a tutti senza differenza di reddito, status, etc e finanziato dalla fiscalità generale.
Troppo spesso ce ne dimentichiamo finchè non capita a noi o ad un familiare, ma andrebbe ricordato che il nostro SSN ci permette di restare in ospedale ricoverati anche 2 mesi, essere sottoposti ad esami di ogni tipo, seguiti da un'intera equipe di medici, essere sottoposti ad interventi chirurgici costosissimi, il tutto senza pagare un euro dal momento in cui si entra al momento in cui si esce. Abbiamo una buona rete di medici di famiglia, che fanno il possibile, e altri servizi. Per gli esami ambulatoriali compartecipiamo alla spesa con il ticket, che però è progressivo e tiene conto del reddito. Insomma, nessuno è lasciato in mezzo alla strada. Il risultato è uno dei sistemi sanitari migliori del mondo secondo le classifiche internazionali.

Certo. La prima enorme deficienza risiede nella differenza abissale tra Sud e Nord italia. La seconda in una certa quantità di risorse sprecate che potrebbero essere ottimizzate parecchio. La terza in un sistema che non è sempre in grado di reggere il numero di richieste, portandosi dietro lunghissime file d'attesa. La quarta in un sistema di convenzioni con i privati che, è documentato, spesso porta ad enormi sprechi di denaro pubblico a favore delle tasche dei privati.

Le soluzioni non sono semplici, e non è il caso di occuparsene qui. Ma una riflessione sorge spontanea: perchè ogni regione deve avere un proprio sistema sanitario? Se proprio non vogliamo tornare ad un modello standard per tutti, perchè almeno non innescare un sistema di dialogo, virtuoso e trasparente, tra i vari sistemi?
Un esempio. Quando mi trovo in Campania fare un semplice esame, mettiamo una visita oculistica, mi richiede due operazioni di base.
a) prenotare la visita, posso farlo solo recandomi fisicamente all'ASL e facendo la fila. Se non ho l'auto devo usare i mezzi pubblici che nel migliore dei casi triplicano i tempi di spostamento. Non ho possibilità di prenotare per altre strutture.
b) pagare il ticket: idem
Ovviamente non ovunque funziona così, ma in certi paesi sì.

Quando mi trovo in Emilia-Romagna le stesse operazioni posso farle in questo modo:
a) prenotare: posso scegliere tra la farmacia sotto casa, i centri CUP (Centro Unico di Prenotazione) negli ospedale e nelle asl, fare tutto telefonicamente o, per alcuni esami, online. 4 possibilità diverse.
b) pagare il ticket: è possibile pagare in farmacia e nei centri CUP. Da qualche tempo è anche attivo un sito internet che permette di pagare online con carta di credito, scaricare la ricevuta e stamparla.
Il sito è https://www.pagonlinesanita.it/ ed è attivo solo per la regione Emilia-Romagna.

Stesso paese, l'Italia, due giornate completamente diverse per fare la stessa cosa. E' possibile andare avanti così? Perchè al sud non c'è l'abitudine di lamentarsi e pretendere servizi più normali? Spesso perchè non si ha la coscienza di come le cose funzionano al di fuori del proprio paese. Speriamo che questi, ed altri esempi, possano aiutare amministratori e cittadini.

venerdì 13 novembre 2009

L'informazione crocifissa

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Sembra già essere passata di moda, ma la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sull'esposizione del crocifisso ha lasciato tracce di ignoranza che non possiamo ignorare (ah...ah). Abbiamo già visto, nello scorso articolo, che giornalisti, politici e opinionisti hanno preso il più grande abbaglio dell'anno, confondendo la Corte europea dei diritti dell'uomo con la Corte di giustizia europea, che è cosa diversa. Io ovviamente sono buono e dico che è solo ignoranza. Per altri, è una strumentalizzazione ben studiata.


Avevo promesso di vedere come, una parte della stampa, aveva reagito alla sentenza. Non è un esercizio inutile, perchè ci aiuta a conoscere la tecnica utilizzata da questi "informatori" per poter poi leggere in modo critico ciò che ci viene raccontato tutti i giorni nei mezzi di comunicazione. E' una cosa che abbiamo fatto spesso su questo blog.


La palma d'oro dell'ignoranza va ad un articolo de "Il Giornale", diretto dal sempre sobrio Vittorio Feltri. Ho deciso di premiare la giornalista Ida Magli e il suo articolo "L'inutile Europea ci toglie pure il crocifisso". "Il Giornale" ha sfruttato la sentenza per sollevare l'ennesima campagna contro l'Unione Europea. Peccato che questa non c'entri nulla. In buona o cattiva fede, i giornalisti del Giornale (e tanti politici) si sono resi ridicoli, ma nessuno l'ha fatto notare in TV. In un altro paese europeo forse un errore del genere avrebbe distrutto la credibilità di un giornale.


Leggere l'articolo è istruttivo, perchè si ci rende conto che la giornalista procede con le sue argomentazioni basate tutte su una premessa falsa: cioè che è stata l'Unione Europea ad emettere la sentenza contro il crocifisso, e non il Consiglio d'Europa che è un'altra cosa.


"Le religioni non sono monete. Fare l’unificazione europea a tavolino, cominciando astutamente dall’economia e dalla moneta, ha permesso finora...".
L'unificazione europea è un processo portato avanti dall'Unione Europea, e non dal Consiglio d'europa. Qualcuno avvisi i segugi de "Il Giornale".


"I politici che hanno progettato l’Unione europea hanno affermato che ci univamo perché eravamo uguali; ma nelle religioni non si è, non si può essere uguali....".
"....se nell’Ue per essere liberi bisogna che in pubblico vengano cancellati tutti i segni che indicano un’appartenenza, questo significa che nessun popolo sarà più un popolo, salvo che si ritenga che possa farci sentire «Popolo» l’esposizione nelle scuole e agli angoli delle strade della faccia di Barroso."
Divertente. Il povero Barroso è il presidente della Commissione europea (organo dell'UE), e non ha nulla a che fare con la Corte europea che ha emesso la sentenza.


Gran finale: "I governanti italiani, dunque, si muovano subito; nell’interesse dell’Italia, ma anche dell’Europa. Bisogna istituire a Bruxelles l’abitudine a innumerevoli «eccezioni»...". Bruxelles (Belgio) è la sede di molte istituzioni europee, ma non della Corte europea dei diritti umani che ha sede a Strasburgo (Francia). 


Lo scopo del Giornale è chiaro. Rafforzare la propaganda contro l'Unione europea e le sue regole che costringono l'Italia a diventare un paese più normale.
Difendere la Chiesa, gran serbatoio di voti del centro-destra.
Educare i lettori del giornale ad odiare l'ingerenza dei "burocrati di Bruxelles", in modo che se in futuro dovessero decidere qualcosa che metta in pericolo l'anomalia italiana costituita da Silvio Berlusconi, si sia pronti ed educati a reagire. Per tutto questo, al diavolo l'informazione.

mercoledì 4 novembre 2009

Un Consiglio d'ignoranti

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Dovevamo attendere una finlandese per deciderci a chiedere cioè che ci spetta di diritto secondo la Costituzione italiana, cioè una scuola laica senza simboli religiosi ufficiali di nessun tipo, quindi niente crocifisso, ma anche niente burqa. Attendiamo impazienti un'altra mamma straniera che metta fine anche all'ora di religione con i prof nominati dallo Stato Vaticano ma pagati dallo Stato Italiano.

A leggere le reazioni del mondo politico e, soprattutto, della informazione italiana, non si può star zitti. Anche all'italiano più pacifico vien voglia di prendere un megafono e gridare in strada l'ignoranza di certi personaggi. E non parlo di opinioni sulla vicenda, che sono tutte lecite. Parlo di ignoranza pura e non giustificabile. Vediamo un "best of"[1] e facciamo chiarezza.

Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl: «queste decisioni ci allontanano dall'idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman (nda: considerati i 3 padri fondatori dell'Unione Europea). Di questo passo il fallimento politico è inevitabile».

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc: la sentenza «è la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea (il progetto di Costituzione, fallito nel 2004, si riferisce all'Unione Europea). Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa»

Cosa c'è di scandaloso? Semplice. Sembra che nessuno se ne sia accorto in questo paese, ma la "Corte europea dei diritti dell'Uomo" (l'organo che ha emesso la sentenza sul crocifisso) NON È UNA ISTITUZIONE DELL'UNIONE EUROPEA. Attenzione. La confusione, imperdonabile per "politici" e "giornalisti", è tra due entità completamente diverse:

1) L'Unione Europea (UE) è un organizzazione nata, con altro nome, nel 1957 e attualmente composta da 27 stati membri.
Le istituzioni dell'Unione europea sono:
- la Commissione europea
- Il Parlamento europeo
- il Consiglio dell'Unione Europea (o Consiglio dei Ministri)
- il Consiglio europeo
- la Corte di giustizia europea

La Corte di giustizia NON ha emesso la sentenza di cui si discute.

2) Il Consiglio d'Europa: è un'organizzazione internazionale che non ha nulla a che fare con l'Unione Europea.
Fondata nel 1949 e composta da 47 stati membri, tra cui la Norvegia e la Turchia, che non fanno parte dell'Unione Europea. La sede istituzionale è a Strasburgo.
La Corte europea dei diritti dell'uomo, la Corte che ha emesso la sentenza di cui si discute, è una istituzione del Consiglio d'europa, e NON DELL'UNIONE EUROPEA.

Sembra incredibile, ma mezza italia, accecata forse dalla foga di difendere una Chiesa che porta voti e favori, sta discutendo di aria fritta, si sta arrabbiando con l'Unione europea, che non c'entra nulla. Consiglio a tutti di leggere un bello schema esemplificativo.[2]

Se questo può essere giustificato all'italiano medio, che statisticamente è poco informato sulle istituzioni europee, è inaccettabile sentire dichiarazioni e leggere articoli che attaccano l'UE provenire da politici, giornali e editorialisti. Nei prossimi giorni vedremo i migliori articoli di stampa sul tema, restate sintonizzati perchè c'è da divertirsi parecchio.

Ma ora facciamo un esercizio utile. Rileggiamo le dichiarazioni di Bondi e Casini. Se vi viene da ridere ed esclamare "siamo in mano a degli ignoranti", siamo sulla buona strada.

[1] http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml
[2] http://www.coe.int/aboutcoe/index.asp?page=nepasconfondre&l=it