giovedì 25 marzo 2010

Il nostro viaggio oltre il circolo polare artico norvegese, isole Lofoten - Giorno 3


3° giorno (sabato 20 febbraio 2010) - Svolvær - Henningsvær - Kabelvåg - Sørvågen

La giornata inizia presto, ed è attentamente pianificata in base ai pochissimi bus disponibili il sabato. Il primo parte poco dopo l'alba (che in a febbraio è intorno alle 7 del mattino, mentre il tramonto è verso le 17), alle 8:35, e l'aria fresca ben si combina con gli splendidi colori che il cielo assume dietro le montagne. Il viaggio dura solo 30 minuti, ma il biglietto è molto caro, 57 nok, 7 euro! Perchè? Chiedendo all'autista scopriamo che lo sconto studenti (-50%) si applica solo su tratte di almeno 50km. Paradossalmente, paghiamo di più per fare brevi tratti che lunghi. Ma pazienza! La rete stradale sulle Lofoten è ridotta al minimo, la carreggiata in molti tratti è appena sufficiente al passaggio di due auto, ma il tutto è compensato dalla sensazione di guidare in un paesaggio surreale. Per alcuni chilometri si corre alle pendici di una montagna e sembra di essere sulle alpi, poi un ampia vallata si dischiude alla vista, e poco dopo si ci ritrova su una tortuosa stradina di mare, a pochi metri dalle onde!
 






La prima destinazione è Henningsvær, chiamata la "Venezia delle Lofoten". Beh, per un amante come me della Serenissima, il paragone è stiratissimo. Ma passeggiando per le strade del paese, tranquillissime, si capisce perchè qualcuno ci abbia pensato: canali, casette sull'acqua, e l'intero villaggio situato in pratica in mezzo al mare, su un'isoletta collegata alla terraferma da un paio di ponti.
 






Le limitate dimensioni permettono di avere una buona visuale sull'ambiente circostante: all'orizzonte il mare, alle spalle le montagne e l'alba ormai alle spalle che lascia il posto ad un cielo limpidissimo.
 






Si capisce che è un importante villaggio di pescatori osservando le tante costruzioni di legno, tipiche delle Lofoten, utilizzate per essiccare il pesce.
Dopo un paio di ore torna il bus con la simpatica autista, che ci porta a Kabelvåg, paese più grande e un po' più movimentato, relativamente agli standard delle Lofoten. Qui trovate un supermercato ben fornito, un chiosco, e altri servizi. Dopo una pausa pranzo ci dirigiamo alla statua di Re Øystein, che nel 1120 fece costruire il primo rorbu delle Lofoten: il rorbu è una casetta di legno, costruita solitamente a metà tra terra e mare, stile palafitta, nata per ospitare i pescatori durante le stagioni di pesca. Sulle Lofoten oggi i rorbuer (plurale) sono diffusissimi come alloggio per turisti durante l'estate. Molti sono nati con tutti i comfort, perdendo un po' di fascino tradizionale ma restando comunque affascinanti grazie al legno e all'inconfondibile colore rosso. La statua in pietra del re gode di un panorama mozzafiato al di sopra del paesino di Kabelvåg, a 360 gradi su mare, monti, vallate.
 





 








Intravediamo anche un molo e un caratteristico faro norvegese in ferro bianco e rosso, a cui è difficile resistere.





Ma prima di tornare a Svolvaer non ci perdiamo la Vågan kirke, la seconda chiesa in legno più grande della norvegia settentrionale, costruita nel 1898.
 






La sera è in programma un lungo viaggio in bus, circa 3 ore (117 nok), dall'isola di Austvågsøya, la più a nord delle Lofoten, a quella di Moskenesøya, nel villaggio di Sørvågen che riserverà alcune piacevoli sorprese. La prima è l'alloggio, una vera e propria casa a due piani tutta per noi! Data la stagione i prezzi sono bassi (150 nok a notte + 80 nok l'affitto delle lenzuola, da contare quasi sempre a parte) e non ci sono molti turisti ad affollare rorbuer, hotel e campeggi. Stavolta una cena tipicamente norvegese, a base di patate come contorno alla tipica e buonissima zuppa di pomodoro.

venerdì 19 marzo 2010

Il nostro viaggio oltre il circolo polare artico norvegese, isole Lofoten - Giorno 2


2° giorno (venerdi 19 febbraio 2010) - Bodø - Svolvær

 A Bodø il sole splendeva e il cielo era terso, ci abitueremo presto a questo tipo di giornata che ci accompagnerà per tutti i giorni, eccetto l'ultimo. La temperatura però era piuttosto bassa, voci di corridoio parlavano di una temperatura percepita di oltre -20 °C...in ogni caso, si stava bene, e in centro città ci dirigiamo all'ufficio turistico. Gli orari di apertura d'inverno, in genere in tutta la norvegia, sono molto limitati, quindi controllate sempre prima di partire. Purtroppo questo può non bastare...infatti l'ufficio informazioni era chiuso a sorpresa, ma per fortuna la bella e accogliente sala dove si trovava era aperta, insieme alle biglietterie per i traghetti. Lasciamo i bagagli nei tanti box liberi, al costo di 50 nok per una giornata. Un simpatico vecchietto ci individua subito come turisti e si avvicina chiedendo se volevamo aiuto. Ecco, sfatiamo subito un mito: i norvegesi non sono chiusi o antipatici, ma sono timidi, che è diverso. Una volta superata la timidezza, o in caso di necessità, si rivelano molto gentili e disponibili! Non è affatto raro che, se siete nel bel mezzo di una strada cercando di orientarvi con una cartina, qualcuno si fermi di sua volontà per aiutarvi. Ovviamente è superfluo dire che praticamente tutti parlano inglese, bambini e anziani compresi.
 Comunque, il vecchietto ci accompagna in auto su una collina che sovrasta la città, uno splendido punto panoramico da non perdere per iniziare il nostro tour del Nord! Nord che, in altura, si manifesta attraverso un vento freddo e tagliente...ma il paesaggio e il sole ci fanno dimenticare del freddo.








Dopo un po' di esplorazione iniziamo la discesa per tornare in centro, dove apparentemente non c'è nulla di interessante da vedere, almeno d'inverno, e quindi ci dedichiamo a girare un po' di negozi. E' stata una sfida non trascurabile, ma alla fine dediciamo di pranzare da Peppes Pizza, una catena di pizzerie diffusa ovunque in Norvegia: in pratica, prendete dei norvegesi e metteteli a fare le pizze basandosi sulle ricette americane. Il risultato, lo ammetto, non è tremendo, ma i prezzi sono piuttosto alti, come un po' tutto da queste parti.
 Dopo un tranquillo pomeriggio a Bodø quindi, alle 18:00 prendiamo il traghetto espresso (162 nok, http://www.torghatten-nord.no/) per le Lofoten: comodo, stabile, in orario. Poggiamo il primo piede sul ghiacciato suolo delle isole Lofoten alle 21:35, nella città di Svolvær. Dimenticatevi grandi città, centri affollati, traffico e auto. Con poco meno di 5000 abitanti, Svolvær è una delle maggiori città delle Lofoten, il che è tutto dire! La città è deserta, le luci illuminano le strade vuote, e l'atmosfera è davvero incantevole.





Stridono le luci di un chiosco ancora aperto, dove ci fermiamo a chiedere informazioni per raggiungere l'alloggio, a pochi minuti a piedi dal porto. Mentre camminiamo notiamo qualcosa nel cielo...una sorta di striscia, simile ad una nuvola poco visibile, ma dal colore azzurrino. E' talmente leggera che abbiamo dubitato a lungo, ma alla fine abbiamo capito che era un'aurora boreale, seppur quasi invisibile! Purtroppo è durata poco, e non abbiamo avuto il tempo di sistemarci e andare in un punto di osservazione senza luci per provare a scattare qualche foto. Pazienza, è un invito a tornare in futuro a queste latitudini, a caccia di aurore boreali!




 



Lo Sjøhus camping è una delle opzioni più economiche per alloggiare a Svolvær, e offre una serie di case in legno molto accoglienti e suggestivamente collocate su un canale di mare. Praticamente tutte le cabine e case sulle Lofoten sono fornite di cucina, e questo ci permette di evitare panini e costosi ristoranti, peraltro chiusi, e cucinarci una buona cena italiana.

domenica 14 marzo 2010

Il nostro viaggio oltre il circolo polare artico norvegese, isoleLofoten - Giorno 1


(An english version of the Lofoten travel report is available here)


Eccoci all'attesissimo (!?) resoconto del nostro viaggio al Nord. E quando dico Nord intendo oltre il parallelo del circolo polare artico, che attraversa la Norvegia. Ho cercato di scrivere un resoconto che sia dettagliato nel raccontare cosa abbiamo fatto e dove siamo stati, dando le informazioni pratiche più utili a chi volesse ripercorrere l'avventura, e cercando di inserire anche un po' di cultura e abitudini locali. Prima di partire, alcune note:
- la moneta utilizzata in Norvegia è la corona norvegese (abbreviata nok). Attualmente un euro vale circa 8.04 nok, quindi 100nok sono 12 euro, 50 nok sono 6 euro, e cosi via. Se avete problemi, digitate in google "100nok to euro" e vi darà immediatamente la conversione giornaliera.
- tutti i prezzi indicati si riferiscono ad un biglietto sola andata e alla tariffa per studenti, salvo precisazioni.
- il fuso orario in norvegia è uguale a quello italiano
- ATM = automated teller machine, sono macchinette che accettano tutti i tipi di carta di credito o prepagata e permettono di ritirare denaro direttamente in valuta locale in base al tasso di cambio giornaliero, pagando una commissione fissa che dipende dalla vostra carta. Con le postepay è di 5 euro. Informatevi prima di partire.
- chioschi: in Norvegia vi sono alcune diffuse catene di negozi che vendono cibo, dolci, rosticceria e piatti take-away, giornali, riviste e biglietti vari. Le più famose sono Narveseen, 7eleven, Deli de Luca. Mi riferirò a queste attività commerciali ibride col nome di chioschi.

Pubblicherò il resoconto diviso per giorni, ogni paio di giorni nella prossima settimana, per agevolare la lettura. Presto segnalerò il link alla galleria con tutte le foto. Buon viaggio!


1° giorno (18 febbraio 2010) - Kristiansand - Oslo - Bodø

Il silenzioso e comodo treno norvegese che mi porta da Kristiansand ad Oslo in 4.40 ore è ormai una piacevole abitudine. Un assaggio del paesaggio invernale.



Viaggiando in Norvegia, e non solo, si impara a rapportarsi con nuove unità di misura. Se prima un viaggio di 2-3 ore sembrava un'eternità, col tempo non sarà nient'altro che un breve spostamento. Nella figura, iniziamo ad ambientarci geograficamente, sono indicati Kristiansand (A) ed Oslo (B). La destinazione nord non è visibile.




 


La temperatura ad Oslo è quasi sempre più rigida rispetto al Sud, e infatti un giro in centro molto veloce è il massimo che la voglia mi concede. Oslo ormai è di casa e ho già avuto numerose occasioni di visitarla con calma e col bel tempo.






Gli altri due membri del Lofoten Arctic Team arrivano al piccolo aereoporto di Oslo Rygge da Milano con il volo delle 15:35. Rygge si trova a sud di Oslo, ed è scalo praticamente esclusivo di Ryanair. Da Rygge per Oslo (e viceversa) ci sono due scelte:
a) prendere la navetta gratuita dell'aereoporto che in pochi minuti vi porta alla stazione ferroviaria di Rygge. Parte 10 minuti prima dell'arrivo del treno.
Certo, chiamarla stazione è un po' troppo, visto che c'è solo una pensilina e la macchinetta delle ferrovie norvegesi per acquistare biglietti o ritirare il proprio biglietto acquistato precedentemente online (la scelta migliore). I treni sono abbastanza frequenti e impiegano 50 minuti. Il costo è di 104 nok per studenti, e 136 per adulti.
b) prendere il bus Rygge ekspressen che in circa un'ora vi porta dietro la stazione centrale di Oslo. Costo leggermente superiore al treno.

La stazione centrale di Oslo è fantastica, ricca di negozi di ogni tipo e in pieno centro. Dover trascorrere alcune ore ad Oslo significa essere liberi di fare una passeggiata fino al palazzo reale (meno di un'ora andata e ritorno con calma), passando per il corso principale; fermarsi a mangiare qualcosa ai chioschi in stazione, o semplicemente fermarsi in uno dei tanti negozi di souvenir. Da non dimenticare il fantastico ufficio turistico situato nella torre di vetro proprio all'esterno della stazione.

L'aereo che ci condurrà oltre il circolo polare artico parte dal principale aereoporto di Oslo, Gardermoen. Raggiungerlo è comodissimo, da Oslo c'è un treno gestito dalla compagnia Flytoget, ogni 10 minuti tutto il giorno, a 85 nok per studenti. Sicuramente la soluzione più comoda, veloce ed economica.

Ma è giunto il momento, una volta per tutte, di chiarire la situazione degli aereoporto ad Oslo, che provoca sempre un certo disorientamento. Oslo ha un solo aereoporto cittadino, chiamato Oslo Gardermoen. In realtà, vi sono altri due aereoporti minori: il primo è Oslo Rygge, ad 1 ora da da Oslo verso sud sulla costa destra dell'Oslofjord; il secondo è Oslo Torp Sandefjord, ad 1 ora e mezza a sud-ovest di Oslo. Entrambi sono serviti quasi esclusivamente da Ryanair, e sono collegati da treni e bus.

A Gardermoen, dopo un tranquillo passaggio al controllo di sicurezza e una difficoltosa ricerca di un ATM, l'attesa si prolunga a causa di un ritardo; vengono spiegati i motivi, ma purtroppo il mio norvegese ancora insufficiente non mi permette di comprendere appieno. Forse per il ghiaccio? Io non lo sapevo, ma da queste parti "lavano" le ali degli aerei prima di partire.





La compagnia è Norwegian, una "low cost" che vola in tutta europa a prezzi molto interessanti. Il volo è da Oslo a Bodø, città principale della regione del Nordland, sulla costa di fronte alle isole Lofoten. Partiamo, in ritardo alle 20:30.......dopo circa 1h e 30min di viaggio atterriamo: siamo a 67 gradi, 18 minuti e 0 secondi N, 14° 32' Est, oltre il circolo polare artico! Si sente: il vento è forte e tagliente. Scopriremo il giorno dopo che, probabilmente, la temperatura percepita era di circa 26 °C sottozero. L'aereoporto di Bodo è praticamente in centro città, a soli 3km, una comodità quando si arriva tardi e non si trovano bus. Nel nostro caso il problema non si pone perchè la prima notte passa piacevolmente a casa di alcuni studenti che molto gentilmente ci hanno prelevati all'aereoporto e ospitati. In cambio, abbiamo preparato una spaghettata con sugo fatto in casa, ricetta americana! Nonostante l'assenza di un indispensabile scolapasta (!), il tutto è riuscito decentemente. A Bodø non c'è un'università, ma una Høgskolen (college), che è quasi la stessa cosa. Il gruppo è formato da ragazzi e ragazze quasi tutti statunitensi, e la domanda d'obbligo è: che ci fanno degli americani a Bodø?

sabato 13 febbraio 2010

I fondi pensione norvegesi: un esempio di trasparenza.

oilLa Norvegia è diventato uno dei paesi più ricchi al mondo in pochi decenni, dopo la scoperta del petrolio negli anni 60 al largo della costa occidentale, nel mar del nord. Prima era un paese essenzialmente povero, le cui attività principali riguardavano pesca, allevamento e un po' di agricoltura. Ma non basta scoprire una risorsa per diventare un paese moderno. Servono politici intelligenti e abili, e un forte patto sociale tra cittadini e Stato. Possiamo dire che la Norvegia rappresenta oggi ciò che molti stati poveri del mondo, in Africa o Medio Oriente, sarebbero potuti diventare. Il Prodotto interno lordo pro capite, cioè ricchezza totale prodotta nel paese diviso per il numero di abitanti, è uno dei più alti nel mondo. Ma torneremo su questo punto.



La lungimiranza, lo sappiamo, è qualcosa che in Italia non esiste. Il governo norvegese invece non ha speso ad libitum, ma continua a mettere da parte denaro per le generazioni future in due cosiddetti Fondi pensionistici statali, gestiti dal Ministero delle Finanze.[1]
I fondi sono due: il minore (Pension Fund Norway) è utilizzato per investire in attività nel paese, mentre l'altro (Pension Fund Global), il maggiore, in attività di tutto il mondo. Le attività petrolifere sono la principale fonte di finanziamento dei fondi, che oggi ammontano ad una impressionante cifra di circa 300 miliardi di euro. Lo Stato deriva questa ricchezza tassando le compagnie petrolifere, rilasciando nuove licenze per l'esplorazione dei mari, e partecipando con una quota pubblica nella compagnia petrolifera Statoil.[2]

Gli investimenti sono controllati, dal 2004, da un Consiglio etico, che regolarmente emana una serie di guide linea per non investire, ad esempio, in aziende che producono armi. Mi ha colpito la recentissima notizia, del 19 gennaio 2010, della decisione del ministro delle finanze norvegese di escludere 17 compagnie che producono tabacco dagli investimento del Fondo pensione, su indicazione del Consiglio etico.[3]

Insomma, nessuno è perfetto, il petrolio non è un prodotto eco-sostenibile e causa i suoi danni, ma la trasparenza nella gestione norvegese della ricchezza nazionale, la lungimiranza dei politici, possono sicuramente rappresentare un buon esempio per noi e per altri.

Note

[1] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/Selected-topics/the-government-pension-fund.html?id=1441
[2] http://www.statoil.com/en/Pages/default.aspx
[3] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/press-center/Press-releases/2010/Tobacco-producers-excluded-from-Government-Pension-Fund-Global.html?id=591449

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This is the first english version of a post on my blog, it will be full of mistakes but better than nothing! :) I'd welcome corrections and advices and, of course, to hear the opinion of norwegians and non-norwegians.

Norway has become one of the most wealthy country in the world in few decades, after the discovery of oil in the 60' on the west coast, in the north sea. Before it used to be a quite poor country, relying on activities like fishing, breeding and some agriculture. But it's not sufficient to discover a natural resource to become a modern country. You also need smart and skilled politicians, and a strong social pact between citizens and state. We can say that Norway today represents what many poor countries in the world could potentially be.
Norway's GDP per capita, that is the value of final goods and services produced in a year divided by the population, is one of the highest in the world. But I'll talk about this argument next time.

Far-sightedness, we know, it's something which doesn't exist in the italian politics. Norwegian governments didn't spend money without limits, but they started to save money for the future generations, building the so-called Governement Pension Funds[1]. The smallest one (Pension Fund Norway) is used to invest in activities and corporations within the country; the biggest one (Pension Fund Global) is used to invest all over the world. Petroleum activities are the main revenues in the funds, that today consist of an impressive amount of around 300 billion euro. Norwegian's State earns this money applying taxes on the oil companies, gaining payment for license to explore, and through the State's interest in the partly state-owned Statoil.[2]

Funds' investments are controlled, since 2004, by an Ethical Council, which regularly publics a set of guidelines to avoid, for example, to invest money in arm's corporations. I was quite impressed when I read a recent news, on the 19th of february 2010, about the decision of norwegian's finance minister to exclude 17 tobacco's companies from the Pension Fund investments, upon direction of the ethical council.[3]

In the end, we can say that no one is perfect, that oil is a non-sustainable resource and cause damages to the environment, but the transparency Norway has in the management of national wealth, and the far-sightedness of politicians, could represent a good example for us and for other countries.

Note

[1] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/Selected-topics/the-government-pension-fund.html?id=1441
[2] http://www.statoil.com/en/Pages/default.aspx
[3] http://www.regjeringen.no/en/dep/fin/press-center/Press-releases/2010/Tobacco-producers-excluded-from-Government-Pension-Fund-Global.html?id=591449

sabato 23 gennaio 2010

Un italiano in Norvegia - sfatiamo i primi miti

Cosa portare in Norvegia:



  • spugna per doccia: forse sono io ad essere impedito, ma prima di trovare una spugna ho girato 10 negozi. Niente, i supermercati non hanno nulla per lavarsi simile ad una spugna. In effetti, tuttoggi non ho ancora visto una spugna come la intendiamo noi. La pseudo-spugna di cui mi sono munito, per un prezzo ragionevole (3.5€, se vi sembra troppo capirete poi che non è molto qui...), è un pezzo di spesso cotone, rotondo, un po' ruvido ma decisamente efficace. Inoltre dura all'infinito al contrario delle spugne, quindi che dire, sono soddisfatto! Ho scoperto una cosa nuova in Norvegia, che mi porterò dietro. Consiglio finale: portatevi una spugna in modo che i primi mesi siete liberi di girare e cercare una pseudo-spugna in cotone, di cui vi innamorerete presto.

  • liquido lenti: in Italia il più economica costa 6-7 euro, qui l'unico che ho visto, in farmacia, costa 14 euro. Vale la pena portarselo dietro, ed è utile anche in viaggio. Ricordate che non va nel bagaglio a mano, è un liquido.

  • farmaci! Le farmacie qui sono davvero belle, ma care. Inoltre, molti farmaci che da noi sono liberi, qui sono vendibili solo su ricetta. Portatevi quindi un termometro, una tachipirina o un antidolorifico, e le cose di cui avete bisogno. Senza esagerare :) la sanità è gratuita anche qui.



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Cmq è vero, qui anche a meno 14 si stava bene, è tutto un problema di equipaggiamento. Noi in Italia giriamo col jeans e con giacche create per la moda e non per la qualità dei tessuti. Basta prendere un buon giubbotto, anche non tanto imbottito, ma se il materiale è buono non passa nè acqua nè vento e mantiene il calore sotto.


Riguardo la luce qui al sud non si nota molto, ci sono un bel po' di ore di luce e già da febbraio-marzo iniziano ad essere anche troppe. Soprattutto quando a giugno vuoi dormire e alle 4 di mattina hai luce...e le case qui in generale hanno solo tende, non persiane!!

Ma, indipendentemente da luce e clima, la cosa che si impara qui è a vivere anche se piove, se c'è un temporale, se è tutto pieno di neve. Un escursione con la pioggia non è un fastidio ma una esperienza. Una passeggiata nel parco con i laghetti ghiacciati non è una follia, ma la normalità. E quando arriva il bel tempo lo si apprezza appieno.

xander ha scritto:

Ah, ovviamente un salutone anche a Ste, te sì che te la godi lì eh? [:D] :)

che veda di non spassarsela troppo però... [:200] :lol:[/quote]

Ho le mani legate d auna lunga corda che parte dall'Italia! :D a parte gli scherzi, ci stiamo divertendo con molte attività, anzi pure troppe, bisogna iniziare a studiare [:200] [V] . Qui le lezioni sono poche ma devi scrivere dei paper durante il corso, fare lavori di gruppo, leggere volta per volta e discutere in classe. Insomma, non ti giochi tutto all'esame finale! Che, parentesi, è sempre scritto e dura minimo 3-4 ore. Corretto in forma completamente anonima da due prof.
!!

lunedì 18 gennaio 2010

Un italiano in Norvegia - esperienze, riflessioni e consigli

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L'isola di krino, per i prossimi 6 mesi, sarà una delle tante isole che punteggiano la costa norvegese da sud a nord, da settimane coperta di neve. Mi trovo in Norvegia per motivi di studio e, come molti sanno, questo paese, insieme agli altri stati scandinavi e la Svezia, ha sempre rappresentato un ideale per me. Sia per quanto riguarda il sistema sociale e la politica, sia per l'aspetto culturale e mentale dei suoi abitanti. Siamo a poche ore di aereo dall'Italia, ma sembra di essere su un altro pianeta da molti punti di vista.


La Norvegia è un paese per certi versi chiuso, ai confini dell'Europa, che si tiene fuori dall'Unione Europea e osserva, con diffidenza, ciò che accade fuori. Della Norvegia noi italiani conosciamo poco o niente; appare raramente nelle news e nei libri di storia. Non si studia, non si conosce. Si discute solo di alcune credenze e miti, che si danno per scontati, ma che in realtà non sono veri.


In questi mesi, finalmente, mi terrò lontano dalle disgrazie domestiche e dai guai che il governo Berlusconi sta portando avanti in un paese ormai adattatosi a tutto. Mi considero molto fortunato nel poter evitare di vedere i vari Gasparri, Lupi, Bondi, Berlusconi, Casini, D'Alema, i vari e tanti idioti che circolano in TV, insomma zittire le cose peggiori che abbiamo in Italia. Voglio concentrarmi su due cose: innanzitutto, conoscere la Norvegia e i norvegesi, e parlarne qui sul blog, sperando che conoscere meglio questo paese possa aiutare anche noi. In secondo luogo, conoscere meglio l'Italia. Isolare le cose negative, parlarne, ma far emergere anche le cose positive da raccontare agli amici stranieri, sempre molto incuriositi dal nostro strano paese.


Essendo un po' esploratore, affiderò al blog e alla immensa rete anche molti consigli pratici per viaggi e spostamenti, sfruttando la possibilità di fare esperienza in prima persona, e quindi testare ciò che spesso le guide turistiche non dicono. Chissà che anche a voi, un giorno, venga voglia di trascorrere un periodo, o una vacanza, in Norvegia?


P.S. Non mancheranno le foto, ovviamente, scattate con la mia fidata Canon EOS 350D (pubblicità occulta?...in realtà, un dato che può interessare gli appassionati di fotografia).


 

martedì 8 dicembre 2009

Copenhagen 15 - l'informazione corre sul web

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L'Unione europea è guidata dalla presidenza di turno svedese, che ha impegnato molte forze nelle negoziazioni in vista del vertice dell'ONU di Copenhagen che durerà da oggi fino al 18 dicembre. In Danimarca si cercherà un accordo mondiale che superi il protocollo di Kyoto e fissi nuovi obiettivi per la riduzione dei gas serra. L'UE ha un ruolo di leader, e può già presentare sul tavolo degli ottimi risultati.
Qualche settimana fa il ministro dell'ambiente svedese ci ha informati che l'Unione Europea a 15 rispetterà abbondantemente gli obiettivi di Kyoto che impongono l'8% di riduzione di emissioni, giungendo ad un meno 13% entro il 2012.
Mi chiedo quanto l'Italia stia contribuendo...ma torniamo a Copenhagen.
L'opinione pubblica è oggi più attenta a questi temi, che fino a pochi decenni fa erano quasi del tutto assenti. Invito tutti a seguire il procedere dei lavori e vi segnalo i siti più utili da questo punto di vista:

- http://en.cop15.dk/ Il sito principale del vertice. Ben fatto e chiaro, ospita tutte le news e le notizie giorno per giorno sui lavori del vertice. Purtroppo non esiste la versione italiana, un segno del nostro scarso ruolo in questo settore.
- http://webcast.cop15.dk/ a questa pagina è possibile seguire in diretta tutti gli interventi o rivedere quelli già andati in onda.
- Il sito della presidenza svedese dell'UE, ricco di informazioni non solo sul vertice di Copenhagen, ma sull'azione svolta nei 6 mesi.

E se volete aggiungere il vostro nome agli oltre 1 milione di firme già raccolte, potete farlo a questo indirizzo: http://www.showyourvote.org/. Una raccolta di firme ufficiale che in qualche modo lascerà un ricordo e un segno sui negoziati.
Torneremo sull'argomento al termine del vertice. Intanto, buon Copenhagen a tutti!