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venerdì 11 luglio 2008

Cacciatori di verità

Vi immaginate a correre nelle praterie per catturare, a mani nude, un cinghiale o un qualsiasi altro animale commestibile? O vi immaginate, dopo essere terminato il periodo di consumo del latte materno, a correre alla mammella di una tranquilla mucca?
La natura ha le sue precise regole, e ormai dovrebbe esserci ben chiaro cosa succede se queste vengono sconvolte. L'uomo è progredito in campo tecnologico, e oggi nessuno si sognerebbe di cacciare per procurarsi cibo. Questo però non vuol dire che sia progredito anche la nostra natura anatomica e fisiologica.
L'uomo è un erbivoro, dovrebbe essere chiaro a qualsiasi scienziato onesto, non solo perchè la sua anatomia è adatta al consumo di cibi vegetali, ma perchè le conseguenze negative dello sconvolgimento delle regole naturali sono ormai abbondantemente dimostrate dalla letteratura medica. L'Uomo può mangiare tutto, grazie ai progressi tecnologici, ma l'errore logico sta nel credere che questo significhi che sia adatto naturalmente a farlo.
La dieta "occidentale", basata sul consumo di carne e prodotti animali, è collegata all'aumento di malattie degenerative, tumorali, autoimmuni, etc... Il consumo di cibi vegetali in qualsiasi studio è sempre positivamente associato alla prevenzione (e anche alla cura) di tante malattie.

E' stato pubblicata la traduzione di un articolo sull'anatomia umana, molto semplice, basato su dati oggettivi e visibili a tutti. Nessuno è costretto a cambiare idea, ma che almeno tutti abbiano le informazioni per distinguere i miti basati sul nulla (l'uomo è onnivoro, come raccontano i nutrizionisti in TV) dalla realtà. Buona lettura.

*******


Gli esseri umani sono molto spesso descritti come "onnivori". Questa classificazione e' basata sull'"osservazione" che normalmente si nutrono di una grande varieta' di cibi vegetali e animali. Tuttavia, cultura, tradizione e formazione giocano come elementi di disturbo nella valutazione delle nostre pratiche alimentari. Quindi, la mera osservazione non si puo' considerare come la tecnica migliore nel cercare di identificare quale sia la dieta piu' "naturale" per l'uomo. Per quanto la maggior parte degli esseri umani siano chiaramente onnivori dal punto di vista "comportamentale", resta da chiarire se lo siano altrettanto da un punto di vista anatomico.

Focalizzarsi sull'anatomia e fisiologia umana rappresenta il modo migliore e piu' obiettivo di affrontare la questione. I mammiferi si sono anatomicamente e fisiologicamente adattati a procurarsi e consumare un particolare tipo di cibo (e' una pratica comune cercare di dedurre la probabile dieta delle specie estinte attraverso l'esame delle caratteristiche anatomiche dei loro resti fossili). Quindi, dobbiamo osservare i mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori per individuare quali caratteristiche anatomo-fisiologiche sono associate ai diversi tipi di dieta e comparare le nostre caratteristiche per vedere a quale gruppo apparteniamo davvero.


Volendo definire un metodo per verificare se gli umani sono degli onnivori naturali, la procedura dovrebbe essere questa:




  • definire una lista di caratteristiche fisiologiche e parametri biochimici di tutte le specie naturalmente onnivore;

  • individuare le caratteristiche comuni a tutte le specie;

  • verificare la capacità discriminante di questa lista provando ad applicarla a specie di cui è già noto che sono onnivore, per verificare la bonta' del test e infine, se questo test risulta accurato e corretto...

  • ... verificare se i parametri della specie uomo soddisfano questo test.


Naturalmente, questa verifica, per quanto piuttosto elementare, non è mai stata fatta, e ogni indicazione, di qualunque fonte, del fatto che gli umani siano "onnivori", riferisce solamente le tendenze culturali, e non dati oggettivi di natura fisiologica e biochimica.


Ecco dunque il confronto tra le caratteristiche dei carnivori, erbivori, onnivori (notare che nel seguito, con il termine "erbivori" si comprendono anche i "frugivori").


Muscoli facciali


Carnivori: ridotti, per permettere un'ampia apertura della bocca
Erbivori: ben sviluppati
Onnivori: ridotti
Umani: ben sviluppati


Tipo di mandibola


Carnivori: ad angolo non ampio
Erbivori: ad angolo ampio
Onnivori: ad angolo non ampio
Umani: ad angolo ampio


Posizione dell'articolazione mandibolare


Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Erbivori: al di sopra del piano dei molari
Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Umani: al di sopra del piano dei molari


Movimento mandibolare


Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Erbivori: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore
Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore


Principali muscoli mandibolari


Carnivori: temporali
Erbivori: massetere e pterigoideo
Onnivori: temporali
Umani: massetere e pterigoideo


Apertura bocca della bocca in rapporto alla dimensione della testa


Carnivori: grande
Erbivori: piccola
Onnivori: grande
Umani: piccola


Denti incisivi


Carnivori: corti ed acuminati
Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada
Onnivori: corti ed acuminati
Umani: ampi, piatti e a forma di spada


Denti canini


Carnivori: lunghi, affilati e curvi
Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti
Onnivori: lunghi, affilati e curvi
Umani: corti e smussati


Denti molari


Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata
Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse
Onnivori: a lame affilate e/o piatti
Umani: piatti con cuspidi nodulari


Masticazione


Carnivori: nessuna; deglutizione del cibo intero
Erbivori: necessaria una prolungata masticazione
Onnivori: deglutizione del cibo intero e/o semplice schiacciamento
Umani: necessaria una prolungata masticazione


Saliva


Carnivori: assenza di enzimi digestivi
Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati
Onnivori: assenza di enzimi digestivi
Umani: enzimi digestivi per i carboidrati


Tipo di stomaco


Carnivori: semplice
Erbivori: semplice o a camere multiple
Onnivori: semplice
Umani: semplice


Acidità dello stomaco


Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Erbivori: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco
Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Umani: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco


Capacità dello stomaco


Carnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo
Onnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo


Lunghezza dell'intestino tenue


Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo
Erbivori: da 10 a piu' di 12 volte la lunghezza del corpo
Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo
Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo


Colon


Carnivori: semplice, corto e liscio
Erbivori: lungo, complesso, puo' essere con anse
Onnivori: semplice, corto e liscio
Umani: lungo, con anse


Fegato


Carnivori: puo' detossificare la vitamina A
Erbivori: non puo' detossificare la vitamina A
Onnivori: puo' detossificare la vitamina A
Umani: non puo' detossificare la vitamina A


Reni


Carnivori: urine estremamente concentrate
Erbivori: urine moderatamente concentrate
Onnivori: urine estremamente concentrate
Umani: urine moderatamente concentrate


Unghie


Carnivori: artigli affilati
Erbivori: unghie piatte o zoccoli
Onnivori: artigli affilati
Umani: unghie piatte




Tratto da "The Comparative Anatomy of Eating" di Milton R. Mills, M.D.



lunedì 25 dicembre 2006

Festività sostenibili

Le festività natalizie nel 21 secolo rappresentano un interessante fenomeno di fusione tra il vecchio e il moderno; un esempio di coesistenza tra un'antica tradizione di origine religiosa e un moderno spirito consumistico dettato dalla logica del profitto e sostenuto dall'impero del marketing e della pubblicità.

La maggior parte degli individui che durante l'anno lamentano tasse troppo alte e portafogli troppo vuoti a Natale misteriosamente spendono centinaia di euro in regali e oggetti assolutamente non di prima necessità; anzi, viste le condizioni di povertà in cui vive gran parte della popolazione mondiale, possiamo definirli tranquillamente beni di lusso, che solo in Europa e altre isole felici possiamo permetterci.

Quando si parla di sviluppo sostenibile, si dovrebbero includere non solo le innovazioni strutturali nel campo dell'industria e della produzione di beni, ma anche modifiche ai nostri comportamenti non sostenibili, e dunque deleteri per persone, animali e ambiente.
Assumere un comportamento sostenibile non vuol dire ritirarsi in meditazione, nutrirsi di bacche e vestirsi di stracci, insomma rinunciare a quelle cose che consideriamo normali nella nostra società. Vuol dire invece modificare le proprie abitudini e fare in modo che le proprie azioni quotidiane danneggino il meno possibile il mondo che ci circonda.
A Natale avviene proprio il contrario: i consumi, perlopiù per oggetti inutili, diventano smodati, in campo alimentare la quantità di cibo sprecato è vergognosa, luci e addobbi che riempiono le città fanno levitare gli sprechi energetici e le bollette che tutti noi pagheremo. Invertire la tendenza si può, in modo semplice.

Inannzitutto, recependo il consiglio di Beppe Grillo: "Un ritorno alla cultura del risparmio. Per Natale fatevi un regalo. Comprate meno e solo quello che vi potete permettere." Poi pretendendo che il vostro comune, che magari per tutto l'anno ha lamentato assenza di fondi e non ha offerto servizi ai cittadini, spenda meno soldi per le sfarzose illuminazioni natalizie e più soldi per riparare quello che non va.
E infine a tavola, dove forse vi è la più grande necessità di agire. Bisogna imparare a considerare la propria alimentazione come qualcosa che ha effetti non solo sul proprio corpo, ma anche su animali e ambiente. E' dimostrato che ciò che si mangia è uno dei principali fattori per la salute umana.
L'informazione a proposito è molto scarsa, e gli "esperti" di turno non sanno fare altro che consigliare il solito e inutile "mangiare un po' di tutto", ignorando decenni di ricerche scientifiche.

Durante queste feste e soprattutto ogni giorno dell'anno si può essere più sostenibili seguendo un'alimentazione basata al 90% su cibi vegetali, e limitando fortemente l'uso di cibi animali come carne, pesce, formaggi e uova. Questa scelta ha almeno due importanti vantaggi: per la propria salute, aiutando a mantenere il peso forma, diminuendo l'incidenza di numerosi malattie come quelle cardiovascolari, le malattie autoimmuni, gli infarti, il diabete, i tumori. [1,2] Risultati eccezionali ottenuti in decenni di ricerca medica e una mole sempre crescente di studi scientifici, ma che purtroppo non vengono pubblicizzati dai mass-media e dunque restano ignoti alla maggior parte della popolazione, i cui i tassi di malattie "del benessere" continuano ad aumentare come rilevano tutti gli istituti di ricerca.

L'altro vantaggio riguarda l'ambiente e l'inquinamento: oltre al rispetto verso gli animali, trasformati dalla catena di produzione in oggetti da far crescere il più velocemente possibile e da sopprimere non appena pronti per l'alimentazione umana, diminuire il consumo di cibi animali ha anche forti ripercussioni positive sull'inquinamento e sulle risorse naturali. Un recente rapporto della Food and Agriculture Organization (FAO) ha individuato nell'allevamento di animali il principale responsabile dei problemi ambientali: questa pratica infatti produce il 40% delle emissioni mondiali di metano (un gas che ha un effetto serra 23 volte maggiore del biossido di carbonio), il 65% di ossido di azoto (320 volte maggiore del Co2), il 64% di ammoniaca che provoca il fenomeno delle pioggie acide. Il 70% della foresta amazzonica è stata distrutta per far posto agli allevamenti e il 30% dell'intera superficie terrestre è utilizzata per allevare animali. Gli scarti di produzione inoltre sono responsabili anche per il più grave dei problemi, l'inquinamento di fiumi, interi ecosistemi acquatici e falde acquifere.

Per invertire questa tendenza distruttiva non servono grandi rivoluzioni o movimenti di massa. E' sufficiente che ognuno modifichi le proprie abitudini, scegliendo di consumare cereali, pasta, legumi, verdure e frutta, e limitare o abolire del tutto i cibi animali.
Come dicevo all'inizio, anche durante le feste si può festeggiare senza dove rinunciare ai vari cenoni, e divertendosi a sperimentare nuovi menù sostenibili per sè stessi e per l'ambiente.
Ne segnalo un paio dedicati al cenone di capodanno, con relative ricette:
http://www.veganitalia.com/natale/natale_menu.html e http://www.vegan3000.info/MenuCapodanno2007.pdf Per altre idee, basta fare un giro sulla rete dove troverete migliaia di ricette di ogni tipo.
Buone feste a tutti.

Note

[1] http://www.scienzavegetariana.it
[2] http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Terapia%20verde/1296131
[3] Livestock-Environment interactions: Issues and options. Food and Agriculture Organization of the United Nations, the United States Agency for International Development and the World Bank. 2006. http://www.fao.org/docrep/x5305e/x5305e00.htm#
[4] http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=20772&Cr=global&Cr1=environment#

sabato 10 giugno 2006

Insetti carnivori

L'insetto colpisce ancora, con la sua ninna nanna fissa su Raiuno, “parliamo per due ore ma non imparerete nulla”, detto volgarmente Porta a Porta. La sera del 6 giugno 2006 ha prestato il suo salotto per un dibattito sulle diete e la prova costume, questa grave malattia degenerativa che sembra interessare milioni di italiani. (Il filmato si intitola "Pronti per la prova costume?" ed è visibile sul sito RaiClick [1]).

Tra le diete ha incluso anche quella vegetariana, primo errore perchè non è una dieta ma un tipo di alimentazione. Questo è fuorviante perchè si associa la dieta vegetariana ad una di quelle ridicole diete (minestrone, succo di pompelmo, zona, etc) che la gente segue ottusamente credendo in un miracolo. La dieta vegetariana, d'ora in avanti vegana, piuttosto andrebbe discussa in un dibattito sul rapporto tra alimentazione e salute, ma dal sistema televisivo attuale non possiamo aspettarci troppo.

Il salotto di Bruno Vespa assomiglia a quei vecchi castelli medievali un po' sinistri, con il campanello inquietante e la porta dalla quale non si sa quale tremenda creatura entrerà.
Inizia la trasmissione, le prime creature, già accomodate nelle comode poltrone, sono Marisa Laurito, Eleonora Birgliadori ed Ela Weber, la “Teutonica Prorompente”, invitata per descrivere il tipo di alimentazione che ha permesso al suo seno di raggiungere tali dimensioni. Si prospetta una serata altamente culturale...suona il campanello, l'insettone ronza verso la porta sfregandosi le ali, e dà il benvenuto al professore di biochimica della nutrizione, Benvenuto Cestaro. Tiro un sospiro di sollievo, per fortuna è arrivato qualcuno che sappia perlomeno cos'è un aminoacido...dopo qualche minuto in cui il povero prof prova a portare un po' di scienza tra le tre sventurate cercando di spiegare cosa siano gli omega3, risuona il campanello...altro brivido. Il vespone ri-ronza...ma stavolta, per fortuna, appare la nostra carissima Luciana Baroni, presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana [2] che viene fatta accomodare affianco alla minacciosa Teutonica prorompente. Una contro tutti? Magari! Se fosse stata sola sarebbe stata molto meglio..invece il Vespone, velenoso com'è, le ha affiancato nientepopodimeno che...un'altra vegetariana! Chi? Margherita Hack? Ma no...è la Brigliadori...ora, io non so chi sia né da quale pianeta discenda, di sicuro è una bravissima persona, ma la giudico per ciò che ha detto e non posso non esprimere una punta di rammarico per la sua presenza. Infatti, ha fatto solo un intervento sensato - nonché dimostrato da studi epidemiologici [3] - quando ha detto che le popolazioni che non bevono latte hanno un'incidenza di osteoporosi praticamente nulla mentre a noi ci riempiono ogni giorno la testa con la favola del “bevi il latte così le ossa sono forti”.

Per il resto, ringrazierei personalmente la Birgliadori, che battezzo “Miss Sostanze sottili”, per aver mostrato al pubblico che la maggioranza dei vegetariani (spero non rappresentata da lei) fa yoga, crede nella spiritualità e conduce una “vita pura, energetica”. Inoltre proporrei il Nobel in medicina per aver scoperto un misterioso processo per cui riusciamo ad “assimilare delle sostanze sottili, che sono delle forme energetiche” che evidentemente solo il suo complesso organismo è capace di sintetizzare per via psichica.

Ma torniamo a noi. Il Vespone, che di alimentazione (e di politica, di società, di cultura, etc...) non sa molto, chiede alla Baroni cosa mangia in una giornata, poi commentando con un “non ha mai voglia di mangiare altro?” e dimostrando che non è in grado di intuire che evidentemente dietro 5 gruppi alimentari come cereali, legumi, verdure, frutta e frutta secca/semi si nascondono migliaia di possibili ricette e sapori diversi.

Ma questo passaggio deduttivo sarebbe normale per un uomo curioso, un giornalista serio ad esempio...non per lui. Che piuttosto in quanto a comicità a volte è imbattibile, con alcune battute memorabili: parlando degli omega3, “uno se li può comprare in farmacia, mi dia un etto di omega-3?”, oppure quando difende strenuamente il consumo di pesce e, all'obiezione della Baroni sul fatto che la produzione industriale di pesce sia cosa ben diversa dal pescatore, farfuglia esotericamente “ma come industriale, stiamo parlando...la pesca miracolosa del signore”. O con affermazioni profonde quali “ma non crede che da un punto di vista di equilibrio naturale c'è bisogno di qualcuno i pesci li peschi?”.

Propongo di invitare Vespa a vivere nell'ambiente naturale per un po' di tempo, in modo da poter riflettere sul misterioso motivo per cui un animale terrestre come l'uomo debba avere un ruolo nella catena alimentare marina. Caro Vespa, ci pensano i pesci carnivori a mantenere l'equilibrio naturale nei mari, noi uomini il mare lo stiamo solo distruggendo, dovrebbe saperlo, non è difficile, basterebbe essere un po' informati e sapere come va il mondo.
Un'altra perla è la sua battuta ”Cosa mangia la mattina a colazione?...Un ravanello?". Ah, le grandi firme del giornalismo italiano, un esempio per tutti!

Ci sono ancora alcune poltrone pericolosamente vuote in studio, ed ecco infatti il nuovo ospite, il Cavaliere...tranquilli, non lui, parlo di Giovanni Rana! Il tortellino umano per intenderci, colui che venderebbe i tortellini ai venusiani e gli gnocchi ripieni ai plutoniani, che viaggia su un auto che va a tagliatelle al ragù e dalla marmitta espelle salsa al tartufo bianco. Un uomo che in questa occasione rappresenta un enorme conflitto di interessi, dal momento che sponsorizza i suoi tortellini ripieni...vi immaginate Rana che decanta i pregi di una dieta vegana? E come li farebbe i ripieni poi?

Ma non impressionatevi, tutto ciò è perfettamente normale nella televisione italiana, specialmente in quella di Vespa che ai conflitti di interesse è abituato. Anzi, la tv è un enorme conflitto di interessi in onda, per il semplice fatto che gli spazi pubblicitari sono in mano ad aziende di ogni tipo che possono dunque esercitare un enorme potere di ricatto; è chiaro che parlare contro questi interessi è molto difficile.

A riportarci allegria comunque ci pensa il nostro nuovo ospite, sicuramente il più simpatico ed esilarante della serata. Miss Omega 3, la donna pesce, “datemi 3 grammi di omega 3 e vi solleverò il mondo”, detta Marinella di Capua. Se non fosse chiaro, una fan sfegatata degli omega-3, che forse ritiene la cura di tutti i mali. Ma di lei ricorderemo soprattutto la risposta alla domanda del vespone che in modo molto professionale e imparziale ha tentato disperatamente per tutta la serata di far emergere qualche aspetto negativo della dieta vegana: “Non ci sono controindicazioni alle diete vegetariane?”. Qualche secondo di silenzio, poi la vocina della donna pesce si leva esprimendo un'osservazione che...che...che ho difficoltà a commentare, e dunque vi riporto tal quale: “Io ne conosco una [di obiezioni alla dieta vegan, Nda] ho fatto un osservazione molto semplice. Che gli animali che mangiano soltanto foglie, verdure ed erbe sono molto molto grandi. L'elefante, la giraffa, sono tutti animali enormi, quindi evidentemente non è proprio vero poi che la dieta vegetariana faccia dimagrire, sono molto più snelle le pantere, i leoni..”.

Ho personalmente letto centinaia di articoli e commenti contro la dieta vegetariana, ma non posso che inchinarmi di fronte a questa obiezione, che merita assolutamente il premio “Cervello 2006”. Davvero, complimenti. Ora abbiamo la prova vivente che un eccessiva assunzione di omega-3 arreca gravi danni neurologici.

Come si può intuire, il format del vespone è sempre lo stesso, sia quando parla di politica, sia quando affronta qualsiasi altro argomento. E' il Re dei programmi di “approfondimento” che oggi ci ritroviamo in televisione e a cui abbiamo delegato la nostra cultura e la nostra capacità di ragionare. Un format in cui non si dà nessuna informazione, ma solo un flusso di opinioni e idee che non hanno nessuna base nella realtà. Un format che ha la grave responsabilità, diretta, per il disuso a cui va incontro il nostro cervello, nonchè del degrado culturale in cui affondiamo sempre più. In questa puntata poi l'insetto ha superato se stesso, dimostrando che il suo ruolo di moderatore è tutt'altro che imparziale, per buona pace della par conditio e di un minimo di equilibrio. Fin dagli esordi, con le sue battute, ha mostrato chiaramente di non voler affrontare l'argomento diete vegetariane in modo equilibrato, o cercando di capirci di più, lui che non ne sapeva nulla. Le sue preferenze emergono da frasi e dall'uso di parole particolari, come “ma se lei mangia il latte manca di rispetto agli animali?”, “lei è un integralista?”, “viene tristezza a mangiare così”, “questa mania...questa esplosione delle diete vegetariane?”, “gli era venuto una depressione sentendo questa cosa vegetariana”. E menomale che ha invocato lui stesso concetti come equilibrio e par-conditio...

Il culmine è stato raggiunto dopo il servizio sulle diete vegetariane, in cui si diceva che sono in grado di ridurre il rischio di malattie croniche come il diabete, i tumori, le malattie cardiovascolari e contrastare il sovrappeso e l'obesità, favorire la perdita di peso in eccesso in modo efficace, aumentare la resistenza fisica nello sport, e facendo notare che grandi sportivi come Carl Lewis (medaglia d'oro olimpionica) e Martina Navratilova (campionessa di tennis) sono vegan.[4]
Niente di fantasioso o inventato, i vantaggi sulla salute sono ampiamente dimostrati, ma bisogna essere aggiornati per conoscerli, e il servizio non ha detto nulla di sbagliato, ha informato le persone su cose vere che nessuno dice.

Ma il vespone si è sentito ferito, abituato com'è alla non-informazione, e totalmente impreparato sull'argomento ha replicato indignato “allora devo tirare le orecchie ad Ester Vanni, che è l'autrice del servizio, perchè questa non era una scheda, era uno spot. Era un ignobile spot a favore della dieta vegetariana.” A chi chiede dunque spiegazioni? Al luminare tortellino gigante, che dall'alto della sua preparazione medico-scientifica è chiamato a chiarire agli italiani che ciò che hanno sentito non è corretto, (pena il fallimento della sua azienda e dei suoi ripieni a base di carne e formaggi...).

Il Vespone non è abituato a dare informazioni alle persone, ad aiutarle a conoscere cose nuove, e infatti “dopo una cosa del genere devo riequilibrare, la par-conditio”. Infatti dopo un po' interverrà la direttrice di Starbene, rivista famosa per dispensare utili e salutari consigli in campo alimentare, e in collegamento il noto nutrizionista Giorgio Calabrese, “baffetto grigio”, a dar manforte al professor Cestaro, che in studio si era dimostrato finora piuttosto equilibrato ed aveva chiarito che si può seguire una dieta vegetariana senza troppi problemi (fnalmente i vegetariani dalla nascita hanno avuto la conferma di essere vivi...). Ma la legge "della giungla" prevale ancora una volta: gli italiani non devono imparare nulla di nuovo


Dopo due penose ore il vespone riesce nel suo intento, perchè i telespettatori non sono riusciti a capire nulla in quel marasma di idee e opinioni, e l'insegnamento finale è altamente educativo, un passo avanti verso un'alimentazione sana: “a mio avviso bisogna mangiare un po' di tutto e tutto” (Laurito), “di tutto, di meno” (baffetto grigio), “un po' di tutto” (di nuovo baffetto grigio), “mangiare di tutto” (la Teutonica prorompente), “mangiare di tutto, meno” (Starbene), “bisogna mangiare poco di tutto” (l'Insetto). Per la serie “impariamo cose nuove, ma affossiamole subito”.

Un'idea utile però possiamo ricordarla: ad un certo punto la donna pesce, mentre si discuteva di integratori, ha detto: “io in farmacia compro un prodotto dietetico ottimo, è un cerotto...si toglie la pellicola protettiva e si applica sulla bocca, funziona benissimo”. Ecco, che ne dite di regalarne un pacco al nostro caro Vespa? Gli sarebbe utile per altri scopi...

Note

[1] http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/folder.srv?id=2098
[2] www.scienzavegetariana.it
[3] http://www.scienzavegetariana.it/focus/osteoporosi/index.html
[4] http://www.scienzavegetariana.it/sport/schede_famosi.html

martedì 23 maggio 2006

Fibre irritanti

Se non ce l'hai te lo fanno venire. Sto parlando dell'intestino irritabile...
Siamo in un periodo particolare in cui non appena metti la testa fuori dal tuo mondo, esci, prendi un giornale, una rivista o peggio accendi la televisione, ti trovi l'immagine di una donna che tiene le mani sulla pancia, all'altezza dell'ombelico, che in modo inquietante ti domanda: "Dolore? Gonfiore? Irregolarità intestinale? Forse si tratta di intestino irritabile. Benefibra ti aiuta a riconoscerlo e ad affrontarlo."

Ma cos'è? Non finisce qui, ti informano che Giugno 2006 è il mese dell'intestino irritabile (alzi la mano chi lo sapeva), ed è possibile fare una vista gratuita presso i medici “convenzionati”. Che significa? Con questo aggettivo solitamente si indicano i medici di famiglia, ma non è questo il caso. Significa che questo medico “garantisce determinati servizi o prezzi sulla base di convenzioni con enti pubblici o privati” (Dizionario De Mauro Paravia), tradotto: il medico è in accordo con questa azienda privata per visitarti, magari farti credere che un dolore allo stomaco sia dovuto al fatto che non consumi abbastanza fibre, e prescriverti Benefibra come cura. E magari lo prescriverà a tutti, dicendo che anche se stai bene per prevenire sarebbe auspicabile assumere comunque Benefibra. Non sentite puzza di conflitto d'interessi? Le diagnosi di questi medici non sono affidabili! E già questo basterebbe a stare alla larga da questa ennesima presa in giro pubblicitaria.

Ma non mi accontento, e accedo al sito www.benefibra.it per vedere quali altre sorprese ci riserva. Sito carino, scopriamo che è un prodotto della casa farmaceutica Novartis, che sembra avere più di uno scheletro nell'armadio e sulla cui condotta commerciale molti hanno dure critiche da fare, ma per ora sorvoliamo. Leggendo le varie informazioni, molto chiare, scopriamo che la sindrome dell'intestino irritabile si sta diffondendo sempre di più e che le cause principali sono lo stress e un errata alimentazione a base di grassi e povera di fibre. Fin qui niente di nuovo. Incuriosito clicco su un banner e mi trovo di fronte ad un miniquiz, www.benefibra.it/program/ che provo a fare e invito anche voi a leggere perchè è incredibile: non ho disturbi cronici di nessun tipo, non sono incinto né sto allattando, non sono atleta agonista, e nell'ultimo anno non ho avuto dolori addominali, stitichezza e diarrea. Seleziono gonfiore addominale perchè mi sarà di sicuro capitato, anche se non ricordo, di aver mangiato troppo qualche volta...insomma, io mi sento benissimo e non ho problemi di stomaco da anni, clicco sicuro e...sorpresa!

Il tuo intestino non è del tutto regolare, ma per ora non sembra un intestino irritabile. Ricordati che per il tuo intestino e per il benessere generale è necessario un giusto apporto di fibre con la dieta. Se hai dubbi consulta il tuo medico.

Intestino non del tutto regolare? Non è colpa mia se non ho gli orari fissi per il bagno...e in ogni caso non soffro di problemi allo stomaco da anni. Ma quel sito e la pubblicità martellante in tv, per le strade e sui giornali ti portano a credere che tu abbia questo disturbo, o che in ogni caso anche se sei ti senti bene è opportuno fare una visitina gratis, e a scopo precauzionale sarebbe meglio prendere Benefibra visto che ci siamo, no?

Tutto questo ciclo è assurdo, e ho voluto portare questo esempio per capire in che modo la pubblicità influisce sulle più profonde percezioni umane (addirittura sulla salute), e in che modo le aziende danno consigli a noi poveri mortali nell'interesse di...chi? Non succede solo con questo prodotto, bisogna stare continuamente attenti.

Alla Novartis non interessa darti informazioni su come seguire un'alimentazione corretta fin dalla nascita, in modo da non aver bisogno di comprare quella schifezza di prodotto. Alla Novartis interessa che tu ti faccia venire lo stress, le paranoie, che inizi a preoccuparti ad ogni minimo gonfiore allo stomaco, e che disperato tu finisca col comperare quel prodotto, nella speranza che risolva i tuoi “problemi” creati dal nulla. Funziona così riguardo migliaia di “malattie”. Le malattie ce le stiamo auto-creando, auto-inventando, con il generoso contributo di aziende come questa. Ma non dobbiamo farci prendere per i fondelli in questo modo, dobbiamo riprenderci il controllo della propria salute. Quando andiamo da un medico, specialista, non convenzionato con nessuno preferibilmente, dobbiamo fare mille domande sul farmaco che eventualmente ci prescrive. Che controindicazioni ha a breve o lungo termine, a quali sperimentazioni è stato sottoposto e soprattutto se è necessario davvero o si può curare quel disturbo con cose più semplici, come l'alimentazione


Molte delle malattie che oggi ci assillano sono prevenibili attraverso un'alimentazione ragionata, e molti di questi sono addirittura curabili col cibo, senza bisogno di intossicarci con i farmaci! Esatto, intossicarci, non per nulla la prima nozione che insegnano in un corso di farmacologia negli USA è che i farmaci sono tossici per l'organismo, e che il primo approccio di un medico dovrebbe riguardare l'alimentazione e lo stile di vita del paziente, poi se serve il farmaco. Ma questo in generale lo tengono ben lontano dalle orecchie dei pazienti e soprattutto dalle loro tasche, ma di questo ne parleremo prossimamente.

Perciò, quando vedete queste pubblicità, informatevi prima di correre al negozio. Benefibra contiene 5mg di fibre da assumere tutti i giorni. Potrà andare bene per persone che hanno particolari patologie e non tollerano le fibre naturalmente presente nei cibi, ma per la stragrande maggioranza delle persone che ha problemi intestinali e stitichezza deve semplicemente cambiare alimentazione. Per prevenire le malattie croniche collegate all'alimentazione l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di assumere almeno 27g di fibre al giorno. Dai cibi naturali, non da prodotti vari. Verdura, frutta, legumi, cereali sono tutti ricchi di fibre, mentre i cibi animali come carne, uova e latte hanno 0mg di fibre, e già questo è un buon motivo per limitarli o abolirli.
Io con la mia alimentazione praticamente vegan assumo tranquillamento 40-60g di fibre al giorno, naturali. Benefibra può restare sullo scaffale dove si trova, che l'intestino irritabile se lo facciano venire i dirigenti Novartis.

domenica 30 aprile 2006

Balle alimentari

“Ma senza le proteine della carne non si può stare”. E' questa l'obiezione più utilizzata quando dico che sono vegan: questa strana parola indica che nella mia alimentazione non esistono carne, pesce, latticini e uova (mentre un vegetariano invece consuma quest’ultimi due). Questa frase si sente di continuo in tv, alla radio, nei libri, riviste e quotidiani, ma ciò che la rende così particolare è la sua completa infondatezza, è una “cazzata” per voler usare un termine introdotto coraggiosamente in tv da Celentano col suo “125 milioni di cazzate” nel lontano 2001.[1]
“Eppur si muove”, vive, sopravvive e fiorisce in un mondo alla rovescia, dove l'informazione “ufficiale”, leggasi tv e media, è falsa (non sempre) e l'informazione non ufficiale, leggasi internet e poche altre isole semi-felici, è vera (non sempre). Ma è possibile che gran parte delle informazioni che riceviamo siano balle? E come è possibile?

Evidentemente, quando un'idea fa comodo a qualcuno e soprattutto frutta parecchio, si fa di tutto per tenerla in vita, promuovendola ad ogni buona occasione. Se poi si impugna l'arma del ricatto economico e pubblicitario, condizionando i contenuti dell'informazione, i conti iniziano a tornare, e la risposta alla domanda “perchè accade ciò?” inizia a trovare una risposta più chiara.

Non è un segreto di Stato il fatto che i media, soprattutto quelli che raggiungono milioni di persone, sono a tutti gli effetti delle aziende. I proventi pubblicitari non sono un surplus, ma sono soldi necessari alla vita stessa dell'azienda. E' così negli Stati Uniti, la patria dell'informazione “libera” e “svincolata” dai poteri, ed è così anche nella nostra piccola Italia.

Tornando al discorso iniziale, vi immaginate i nutrizionisti in tv che da un giorno all'altro iniziano a dire che le proteine animali non sono indispensabili, e che anzi il loro consumo è associato a tutte le maggiori malattie oggi diffuse, tra cui il cancro?
Se 2+2 fa ancora 4 ed il nostro mondo non è ancora del tutto orwelliano [2][3], dovrebbe essere chiaro, a questo punto, il meccanismo per cui certe informazioni (vere) non raggiungono il grande pubblico.
Si potrebbero portare migliaia di esempi per dimostrare che questa analisi non è fantasia, o complottismo, ma d'altronde questo lavoro è già stato fatto: uno per tutti il saggio di Chomsky e Herman, recensito qualche mese fa nella sezione letture consigliate, che ci permette di capire ad un livello più profondo cosa dobbiamo aspettarci dall'informazione proveniente dai mass-media.

Per chiarire ancora le idee, andiamo ad analizzare in che modo ci vengono proposte le informazioni che riguardano l'alimentazione e la nostra salute, e perchè ciò che dico non è una follia come può sembrare.
Notiamo innanzitutto che tra i nutrizionisti che hanno maggior spazio in tv, vi sono sicuramente Eugenio del Toma e Carlo Cannela, che ci “illuminano” continuamente da rubriche importanti come Tg2 Salute, Elisir, Superquark, ed hanno titoli di tutto rispetto: Del Toma, presidente onorario dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, è docente di Scienza dell'Alimentazione all’Università “Campus Biomedico” di Roma e all’Università degli Studi di Siena, mentre Cannella è professore ordinario di Scienza dell'Alimentazione nella Ia Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università "La Sapienza" di Roma, etc.[4]
Questi due dotti hanno anche altri titoli, ad esempio quello di collaboratori di Assolatte. Cos'è? Nientemeno che L'Associazione Italiana Lattiero Casearia[5], di cui curano alcune sezioni. Del Toma cura dei begli opuscoli per medici in cui illustra le sue conclusioni in fatto di calcio, dieta e osteoporosi, mentre Cannela risponde alle domande all'esperto, nel simpatico campus “milk university”[6]. Da notare che nessuna delle loro affermazioni tiene conto dei progressi fatti nel campo della ricerca medica sulla nutrizione, ma rappresenta conoscenze ormai obsolete e senza fondamento. Chi si interessa dell’argomento ed ha un minimo di conoscenza dell’inglese, può trovare conferma direttamente nell’archivio internazionale delle ricerche scientifiche pubblicate finora.[7]

Non aggiungo altro, lascio a voi trarre le conclusioni sull'attendibilità e l'imparzialità dei loro giudizi in campo alimentare che, seppur con qualche timida apertura al vegetarianesimo (non si può negare l'evidenza troppo a lungo), continuano a condannare l'alimentazione vegan.

Il discorso si deve e si può allargare a tutte le cose che acquisiamo “perchè è così” e che diamo per buone senza approfondire ulteriormente. Costantemente, nella vita, dovremo chiederci se ciò che sappiamo è vero o valido, ed essere sempre pronti a recepire nuove idee, venire a conoscenza di fatti nuovi e modificare le nostre credenze.
Mi piace ricordare sempre che la cultura è curiosità, e la curiosità è infinita. Dobbiamo solo volerlo.

Termino proponendo un mio articolo del giugno 2005 [8] sull'argomento proteine, in cui si chiarisce come è nato il mito delle proteine animali superiori a quelle vegetali, e perchè è una nozione obsoleta, che andrebbe una volta per tutte cancellata da tutti i canali mediatici. L'articolo è stato pubblicato sul sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. E' abbastanza lungo, richiede almeno 5 minuti di attenta lettura, ma penso ne valga la pena, visto che riguarda la nostra salute prima di tutto. Ne invierò una copia ai professori da me citati sopra e pubblicherò, se ci saranno, le eventuali repliche.
Buona lettura.

[1]http://www.archivio.raiuno.rai.it/schede/0062/006296.htm
[2]http://it.wikipedia.org/wiki/George_Orwell
[3]http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)
[4]http://www.raiuno.rai.it/biografiaR1/1,10974,211,00.html
[5]http://www.assolatte.it/
[6]http://www.mu-edu.it/cultura%20della%20salute/RisposteEsperto/rispostesperto.html
[7]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?DB=pubmed
[8]http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/prot_retroscena.html