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giovedì 5 giugno 2014

Oltre i limiti dell'indecenza: l'informazione italiana e il caso Farage.



È davvero possibile rimpiangere la propaganda Berlusconiana, tremenda, ma almeno a suo modo "onesta" e trasparente? Stando a quanto la stampa di sinistra ha fatto e sta facendo, direi proprio di si.

Lo ammetto, tendo a dimenticare quanto scadenti siano i mezzi di informazione italiani, quanto siano spudorati nel servire una chiara agenda politica, quanto siano corrotti nell'impostare campagne mediatiche orchestrate a tavolino.

Tendo a dimenticare che l'Italia è al 64esimo per indipendenza della stampa, che è definita come "parzialmente libera". Ancora oggi, dopo che Berlusconi ha lasciato il trono, e i governi tecnici hanno dominato gli ultimi anni. Un risultato vergognoso che non ha eguali tra i paesi "ricchi".

Tendo a dimenticare. Eppure ora capisco meglio le continue critiche che  Berlusconi faceva a Repubblica e altri giornali di sinistra. In parte aveva ragione. Io - da ingenuo - pensavo che La Repubblica fosse un giornale abbastanza imparziale, certamente con un orientamento politico, ma che basasse la sua posizione sui fatti, e che Berlusconi si lamentasse per nulla. In realtà La Repubblica e altri giornali hanno dimostrato, esplicitamente, durante questa campagna elettorale, di essere uno strumento al servizio di altri poteri.

Stampa e televisioni hanno usato tutti i modi possibili per indebolire il Movimento 5 Stelle, spaventare gli elettori, disinformare, influenzare la percezione che la gente ha dei problemi e delle posizioni in campo, presentando Renzi come promessa di cambiamento. Un lavoro ben fatto, visti i risultati delle elezioni.

L'aggressività con cui hanno costruito questa propaganda contro i 5 stelle ci conferma due cose: la prima, che i giornali sono appunto capaci di tutto. La seconda, che le elites che controllano l'informazione (non è un mistero, basta guardare chi possiede giornali e televisioni) hanno avuto tanta, tanta paura di Grillo, tanto da mettere da parte per un po' la maschera di "stampa indipendente".

Ma non basta. Dopo le elezioni si sono scatenati ancora di più, per provare a far crollare il castello 5 stelle. Il caso principale riguarda il dialogo tra Grillo e il partito inglese di Nigel Farage. Riassumendo brevissimamente, il M5S ha bisogno di fare alleanze in Europa (sono indispensabili per avere voce nel Parlamento europeo), Grillo incontra Farage, la stampa italiana inizia ad attaccarlo dichiarando che Farage è razzista, sessista, fascista, etc etc. e criticando il M5S per non aver provato ad allearsi con altri partiti più rispettabili come i Verdi.

Questa la propaganda. Se anche voi siete stati colpiti da questa ridicola disinformazione, vi invito a leggere questo breve articolo che vi chiarirà come stanno veramente le cose:

http://www.beppegrillo.it/2014/06/bastona_il_cane_finche_non_affoga.html
http://www.beppegrillo.it/2014/05/nigel_farage_la_verita.html

Per amor di verità.

venerdì 13 novembre 2009

L'informazione crocifissa

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Sembra già essere passata di moda, ma la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sull'esposizione del crocifisso ha lasciato tracce di ignoranza che non possiamo ignorare (ah...ah). Abbiamo già visto, nello scorso articolo, che giornalisti, politici e opinionisti hanno preso il più grande abbaglio dell'anno, confondendo la Corte europea dei diritti dell'uomo con la Corte di giustizia europea, che è cosa diversa. Io ovviamente sono buono e dico che è solo ignoranza. Per altri, è una strumentalizzazione ben studiata.


Avevo promesso di vedere come, una parte della stampa, aveva reagito alla sentenza. Non è un esercizio inutile, perchè ci aiuta a conoscere la tecnica utilizzata da questi "informatori" per poter poi leggere in modo critico ciò che ci viene raccontato tutti i giorni nei mezzi di comunicazione. E' una cosa che abbiamo fatto spesso su questo blog.


La palma d'oro dell'ignoranza va ad un articolo de "Il Giornale", diretto dal sempre sobrio Vittorio Feltri. Ho deciso di premiare la giornalista Ida Magli e il suo articolo "L'inutile Europea ci toglie pure il crocifisso". "Il Giornale" ha sfruttato la sentenza per sollevare l'ennesima campagna contro l'Unione Europea. Peccato che questa non c'entri nulla. In buona o cattiva fede, i giornalisti del Giornale (e tanti politici) si sono resi ridicoli, ma nessuno l'ha fatto notare in TV. In un altro paese europeo forse un errore del genere avrebbe distrutto la credibilità di un giornale.


Leggere l'articolo è istruttivo, perchè si ci rende conto che la giornalista procede con le sue argomentazioni basate tutte su una premessa falsa: cioè che è stata l'Unione Europea ad emettere la sentenza contro il crocifisso, e non il Consiglio d'Europa che è un'altra cosa.


"Le religioni non sono monete. Fare l’unificazione europea a tavolino, cominciando astutamente dall’economia e dalla moneta, ha permesso finora...".
L'unificazione europea è un processo portato avanti dall'Unione Europea, e non dal Consiglio d'europa. Qualcuno avvisi i segugi de "Il Giornale".


"I politici che hanno progettato l’Unione europea hanno affermato che ci univamo perché eravamo uguali; ma nelle religioni non si è, non si può essere uguali....".
"....se nell’Ue per essere liberi bisogna che in pubblico vengano cancellati tutti i segni che indicano un’appartenenza, questo significa che nessun popolo sarà più un popolo, salvo che si ritenga che possa farci sentire «Popolo» l’esposizione nelle scuole e agli angoli delle strade della faccia di Barroso."
Divertente. Il povero Barroso è il presidente della Commissione europea (organo dell'UE), e non ha nulla a che fare con la Corte europea che ha emesso la sentenza.


Gran finale: "I governanti italiani, dunque, si muovano subito; nell’interesse dell’Italia, ma anche dell’Europa. Bisogna istituire a Bruxelles l’abitudine a innumerevoli «eccezioni»...". Bruxelles (Belgio) è la sede di molte istituzioni europee, ma non della Corte europea dei diritti umani che ha sede a Strasburgo (Francia). 


Lo scopo del Giornale è chiaro. Rafforzare la propaganda contro l'Unione europea e le sue regole che costringono l'Italia a diventare un paese più normale.
Difendere la Chiesa, gran serbatoio di voti del centro-destra.
Educare i lettori del giornale ad odiare l'ingerenza dei "burocrati di Bruxelles", in modo che se in futuro dovessero decidere qualcosa che metta in pericolo l'anomalia italiana costituita da Silvio Berlusconi, si sia pronti ed educati a reagire. Per tutto questo, al diavolo l'informazione.

domenica 2 agosto 2009

Scodinzolini Silvio




Scodinzolini
, questo è il nomignolo affibbiato da Marco Travaglio al nuovo direttore del TG1 Augusto Minzolini (dichiarazioni varie). Nello scorso articolo abbiamo parlato di una puntata del TG1 che mi aveva particolarmente colpito per il taglio esplicitamente da dittatura sovietica o latinoamericana, a vostra scelta. Vedo che il trend prosegue e, anzi, peggiora.
Edizione delle ore 20:00, 1 agosto 2009. Il TG1 apre con la notizia del decreto anti-crisi, solito panino con dichiarazioni del governo, dell'opposizione, e del governo in chiusura col sempre sveglio e acuto Gasparri.

Le 5 stelle di questa puntata vanno al servizio dedicato alla proposta di legge di Walter Veltroni. Il servizio dura pochi secondi, col solo presentatore in studio che annuncia: "presentata una proposta di legge sul conflitto di legge che porta la firma dell'ex segretario del PD Veltroni [...]. Prevede che chi possiede un patrimonio di almeno 30 milioni di euro, o controlli una impresa che operi con licenza di stato, non possa più aspirare alla carica di primo ministro, ministro o sottosegretario."
Senza neanche prender fiato, il presentatore cambia completamente argomento: "Giornata da bollino rosso per gli italiani in partenza..."
Nessun commento sulla notizia, eppure la riapparizione dello scomparso Veltroni dovrebbe almeno farci porre qualche domanda: che vuole? perchè ha scritto una legge contro il conflitto di interessi? Ma, soprattutto, Silvio Berlusconi è compreso in queste limitazioni? Negli altri paesi realmente democratici come funziona?

Meglio non farsi certe domande...gli italiani potrebbero scoprire che un Premier che controlla media, imprese e giornali non potrebbe mai essere eletto in nessun paese d'Europa.

Segue il solito servizio sul traffico causato dalla insostenibile massa di automobili in viaggio, perchè si sa, gli italiani sono i maggiori amanti delle automobili, salvo poi lamentarsi come dannati quando si trovano bloccati nel traffico. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Dopo altri argomenti, tra cui il sempre idiota servizio dedicato al superenalotto con annesse interviste a vari personaggi provenienti dal background scaramantico, chissà perchè sempre ripreso da qualche quartiere napoletano, un lungo e molto dettagliato servizio spiega il procedere delle indagini a Bari per una vicenda di finanziamenti illeciti e appalti pilotati, i soliti intrecci tra politica e affari.
Vengono nominati i due più "famosi" indagati, Alberto Tedesco, ex assessore alla sanità, oggi deputato del Partito Democratico, e Gianpaolo Tarantini, imprenditore che veniva favorito negli appalti, su cui non si dice altro.
Le indagini sono state presentate, e questo è giustissimo, con cura, ed ogni giorno il TG1 fornisce precisi aggiornamenti che riguardano questa vicenda legata a partiti di sinistra, o almeno così pare. Bene! Non è una novità che gli intreccia tra criminalità e politica siano trasversali, e tocchino praticamente tutti i partiti da destra a sinistra. Ma Scodinzolini usa due pesi e due misure, perchè la stessa Procura sta indagando su Berlusconi e su Tarantini, proprio colui che ha fornito le ragazze per le notti calde del Premier, come si sente nelle registrazioni audio pubblicate in questi giorni. E' una notizia molto importante, ma su tutta questa storia, audio compreso, gli italiani nulla sanno e nulla sapranno, a meno che non accedino ad internet:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/intercettazioni/2104809//0

Silvio Berlusconi: ...io mi faccio una doccia anch'io... e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?
Patrizia D'Addario: quale lettone.. quello di putin?
SB: quello di Putin
PD: ah che carino..quello con le tende

Notiziuole, che Scodinzolini semplicemente ignora per non turbare gli italiani. Mai nomina fu più efficiente.

Il TG1 prosegue, elogiando la solita efficienza negli interventi del dopo-terremoto, oggi si parla della messa in protezione della cupola della Chiesa dell'Aquila, utilizzando strutture all'avanguardia, una sorta di "miracolo". E' da settimane che non si vede un servizio dalle tendopoli, che non si sente la voce degli aquilani. E' solo un caso? Sicuramente no, perchè se gli aquilani fossero così contenti, avrebbero tutti gli schermi a disposizione per poter urlare al mondo il loro apprezzamento per l'impegno del governo e di Silvio. Forse così contenti non sono, magari perchè il governo ha deciso di saltare una fase degli aiuti (cioè il trasferimento da tende a case, seppur provvisorie) per qualche strano motivo. Questa lettera
http://italianspot.wordpress.com/2009/06/19/terremoto-laquila-segregati-nelle-tendopoli-senza-piu-diritti/
di un'aquilana mi lascia molto perplesso. E' una sola voce, ma forse ci spiega perchè i Tg nazionali hanno cessato ogni copertura delle tendopoli.

Insomma, il TG1 di scodinzolini si china di nuovo al Re Silvio IV, relegando l'opposizione a pochi secondi del primo servizio, e dipingendo poi l'Italia dell'efficienza e del successo. Bravo Scodinzolini, anche per oggi ti sei meritato il biscottino.

sabato 31 maggio 2008

Reato di clandestinità? Non Pervenuto (parte 2)

Continuiamo l'analisi sul reato di clandestinità, iniziato qualche giorno fa. Come promesso, oggi "Vedremo perchè la strada scelta non solo non risolverà il problema, ma sarà controproducente e comporterà anche un costo per tutti i contribuenti."

Le argomentazioni a supporto di questo scenario le voglio affidare ad un articolo del procuratore aggiunto di Torino Bruno Tinti, già autore del libro "Toghe Rotte", dove spiega al cittadino qualunque perchè in Italia il sistema giudiziario non funziona, e perchè l'impunità è la norma.

















(La Stampa - 26 maggio 2008)

Riassumo i punti principali.

Se oggi l'espulsione è un atto amministrativo, che quindi potrebbe essere affidato ai sindaci (come già chiesto da molti), ai prefetti o ai questori, dopo il decreto diventerà un atto giudiziario, e quindi la competenza passerà al sistema giudiziario. Una macchina già lenta e in difficoltà, che rischia di implodere. Anche l'Associazione Nazionale Magistrati ha espresso questo timore.

I costi del decreto saranno enormi: basti pensare che per ogni processo ad un immigrato servirà mobilitare un Pubblico Ministero, un giudice, due segretari, vari poliziotti e la Polizia penitenziaria, un funzionario amministrativo, e ovviamente un interprete. Moltiplicate questo per il numero di immigrati clandestini, e avrete una misura di quanto costerà il tutto, ammesso che la macchina non si inceppi prima.

L'efficacia è il punto più scandaloso. Nello scorso articolo avevo fatto questo esempio: "E' come se parlassimo di cani randagi e scrivessimo una legge sui gatti". Perchè?
Semplice, basta leggere il testo del decreto: "Lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del Testo Unico è punito etc etc...".
Quindi, gli immigrati clandestini già presenti in Italia non saranno considerati nel reato, ma solo quelli che entreranno in futuro. Che ovviamente si metteranno al riparo dichiarando che erano già presenti in Italia prima del 2008, e sarà difficile provare il contrario.

Insomma, studiando a fondo il problema vediamo che la realtà è ben diversa dalla percezione diffusa dai mezzi di informazione, che hanno lasciato intendere che tutti i clandestini saranno perseguiti; ancora una volta la macchina sforna propaganda, più che di verità.

giovedì 22 maggio 2008

Propaganda e vittoria elettorale

Pubblico questa bella riflessione dell'amico TenderSurrender, su un tema che ultimamente ho affrontato e che anche alla luce dei recenti fatti (Travaglio, etc...) acquista sempre maggiore importanza: la propaganda. Buona lettura.


La propaganda è caratteristica principe di un totalitarismo. Errata corrige: una delle parti che lo nutrono. La Cina censura internet, il governo ne detiene il controllo. Google, in Cina, non è la homepage a cui siamo abituati, tutt’altro. You Tube non è l'arsenale di cultura che conosciamo, non è un occhio sul mondo, come da noi.

Lì la propaganda è a livelli altissimi. Serve ai Cinesi per continuare a produrre. Serve a noi occidentali per continuare a ricevere.

In Italia la propaganda non serve a niente, eccetto che a vincere. Passo indietro.
In Italia la propaganda serve a vincere.

Le ultime elezioni hanno sancito il successo della Lega. Il successo della Lega ha sancito lo stra-successo di Berlusconi.
Senza la Lega Berlusconi non avrebbe mai vinto.

Domanda: come ha fatto la Lega ad ottenere un successo così ampio ?

Per i più, il partito di Bossi ha intercettato la richiesta di sicurezza degli Italiani.
Se fosse stato presente sarebbe stato votato anche al Sud. Dove però è stato ben sostituito dall' MPA.

Da dove deriva la “domanda di sicurezza” ?

La domanda sotto forma di richiesta alle classi dirigenti, trae origine dai ripetuti fatti di cronaca susseguitisi nel biennio Prodi.

Dal 2001 al 2006 c'era una calo della "domanda sicurezza". Chi produceva (l'informazione), ha messo la sicurezza a piè di pagina.
Così i consumatori (i telespettatori) ne hanno richiesta a piccole dosi.
Dal 2006 al 2008, biennio Prodi, la domanda subisce una brusca impennata. Un Boom di vendite. I consumatori non sentono altro in tv, non leggono altro sui giornali. Non discutono d'altro.

L'informazione influenza l'opinione pubblica, ne determina il giudizio. Il giudizio dell'opinione pubblica è inequivocabilmente legato all'Informazione. La gente assorbe informazioni che da lì a poco saranno analizzate sottoforma di giudizi.

Il tema sicurezza, durante i due mesi di campagna elettorale, è stato affrontato e discusso come mai prima d'ora, fino ad essere vivisezionato. E' stato, discusso, affrontato, richiesto e giudicato, soprattutto, o quasi del tutto, dalle televisioni e dai giornali che appartengono a colui che di fatto da lì a poco sarebbe divenuto per la quarta volta presidente del consiglio. L'alleato di Bossi, che fa del tema sicurezza la base di tutto.

Ricapitolando. Berlusconi vince grazie alla Lega, la Lega vince grazie ad un opinione pubblica fortemente condizionata dall'informazione. Un informazione che cavalca l'onda di stupri perseguiti da immigrati.

Questo vale solo per la Lega.
Potrei continuare, e ricordarvi di come il Tg5 abbia tirato lo sprint elettorale al Popolo delle Libertà, calpestando i temi legati all'inflazione , alla crescita, al precariato.
Inculcando nell'opinione pubblica l'idea di un paese allo sbando, il cui cambiamento sarebbe dipeso solo dal voto. Il voto come ultima speranza.
Il voto contro Prodi per come ha ridotto l’Italia.

Il Biennio Prodi , dati alla mano, ha risollevato i conti. Ora da parte dell’Europa non vi è più alcuna procedura.
Il fatto è che nel frattempo si è già votato.

sabato 17 maggio 2008

La macchina della propaganda - Caso Travaglio

La macchina della propaganda si è attivata. Anche prevedendone il comportamento, fa sempre impressione vederla in moto. Tv e perfino giornali come il Corriere e la Repubblica hanno fatto quadrato CONTRO il giornalista Travaglio, e il giornalismo da lui rappresentato: non schierato, attento ai fatti, e, perchè no, che ha ampia risonanza tra la gente.
Marco Travaglio nei suoi interventi racconta fatti, quasi sempre di cronaca giudiziaria, in modo pacato ma con freddure e battute di tipo satirico. Informa divertendo. E' un suo stile, sicuramente originale.

La settimana scorsa a "Che tempo che Fa" ha riportato fatti giudiziari relativi ai rapporti tra Presidente del Senato Schifani e alcuni personaggi mafiosi. Notizie già scritte nei documenti processuali e anche in alcuni libri. Ma finchè restano a conoscenza di qualche migliaio di persone si possono ignorare. Farlo sapere a svariati milioni di ascoltatori è invece off-limits, e va punito. La massa deve continuare ad ignorare.
E che insegnamento diamo ai tanti nuovi giornalisti desiderosi di fare bene il loro lavoro? Se addirittura il "grande Travaglio", col suo immenso potere, è sotto accusa da media e politici, figuriamoci un giornalista esordiente. Imparerà che se vuole mantenere il suo posto deve tacere e fare gli interessi di chi comanda. "Educarne uno per educarli tutti", il primo comandamento della propaganda.

Questa campagna mediatica è davvero illuminante, ricca di elementi per capire in che modo agisce la propaganda. La analizzeremo per bene solo quando il polverone si sarà posato.
Intanto, non si può non notare i titoli e gli articoli dei giornali: "Marco Travaglio attacca il presidente del Senato Renato Schifani". Attacco? Non c'è mai stato: i contenuti sono incontestabili, al limite si può criticare Travaglio sui toni e sulle battute fatte, ma non nel merito.
Ma il risultato ormai è che milioni di persone continuano a credere che Travaglio abbia attaccato chissà come Schifani, offendendolo o raccontando falsità.
Lascio la replica al diretto interessato: "Io invece penso che debbano sapere tutto, che sia nostro dovere informarli del fatto che stava [Schifani, Ndr] in società con due personaggi poi condannati per mafia, che si occupava di urbanistica come consulente del comune di Villabate, controllato dal clan Mandalà, anche dopo l'arresto del figlio del boss e subito prima dello scioglimento per mafia".

Impariamo a consocere la propaganda; difendiamo questo giornalismo, perchè l'informazione è tutto. Mi è molto piaciuta l'ultima iniziativa di Grillo, che darà uno spazio in diretta a Marco ogni lunedi alle 14.00. Voglio contribuire, potrete utilizzare anche il nostro blog per vedere la diretta.

passaparola



P.S. Per una volta Grillo ha fatto, secondo me, un buon intervento, che tocca tutti i punti importanti del caso Travaglio-Schifani. Ve lo ripropongo.

12 Maggio 2008
¡Que viva Franco!

Il presidente del Senato Renato Schifani è indignato. E’ in buona compagnia. I vertici RAI sono indignati. Anna Finocchiaro è indignata. Gasparri è indignato. Follini è indignato. Il PDL è indignato. Il PD è indignato.
L’indignazione sta tracimando dalle narici del veltrusconismo. Guareschi creò i trinariciuti. I veltruschini hanno un buco in più. Sono quadrinariciuti, due narici di sinistra e due di destra, che soffiano indignazione per la libera informazione.
Quattro narici in fila per due.
Travaglio ha fatto alcune dichiarazioni, tratte dal libro scritto con Gomez: “Se li conosci, li eviti” e da: “I complici” di Lirio Abbate e Gomez. Nessuno ha chiesto in questi mesi il ritiro dei libri. Perché?
Travaglio ha avuto il torto di fare le dichiarazioni in televisione. Milioni di italiani che non leggono i libri lo hanno potuto ascoltare. Il problema è nel media, non nel messaggio. RAISET è cosa loro.
Schifani ha spiegato che “C’è chi vuole minare il dialogo”, ma di questo non deve avere paura. Il dialogo può solo avvenire, infatti, tra due soggetti distinti, ognuno con una propria identità. I veltruschini quadrinariciuti sono la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri è un fatto genetico. Hanno lo stesso DNA.

Schifani ha aggiunto: “Se c’è qualcuno che deve pagare dei prezzi li pagherà”.
Inizierei dalla Spagna. Frattini ritiri gli ambasciatori e La Russa si predisponga per una nuova Guernica. E’ la giusta risposta a El Pais, il quotidiano spagnolo più diffuso con mezzo milione di copie, che ha scritto il 29 aprile 2008, due settimane prima che Travaglio andasse dallo stuoino Fazio:

“Il suo nome (Schifani ndr) è stato associato dalla stampa italiana con la criminalità organizzata siciliana, dato che negli anni ottanta fu socio in una compagnia nella quale figuravano Nino Mandalà, boss del clan mafioso di Villabate, e Benny d’Agostino, imprenditore legato allo storico dirigente di Cosa Nostra, Michele Greco”.

Bombardiamo Zapatero e la stampa indipendente spagnola. ¡Que viva Franco!

Leggi l'articolo su "El Pais".
Leggi la traduzione in italiano dell'articolo de "El Pais".

http://www.beppegrillo.it/2008/05/que_viva_franco.html

giovedì 10 aprile 2008

Rubrica - Il TG è servito (3)



Ultimi giorni di campagna elettorale. Studio Aperto decide di rinunciare anche a quel poco di rispetto per l'imparzialità dell'informazione che gli era rimasto, per lanciarsi spassionatamente in un ultimo appello a favore di Silvio. Fare un analisi della propaganda a questo punto diventa anche superfluo, perchè è evidentissima.

Il servizio parte con Bertinotti che compete sia contro il Pdl che soprattutto contro il Pd, a cui punta ovviamente a sottrarre voti.
In studio poi vengono presentate le ultime tappe di Veltroni, a Napoli e Bologna, introducendo il tema: la partecipazione di Prodi alla manifestazione di Bologna. Parte il video, con i filmati delle dichiarazioni di Prodi dal palco "quindi Walter, a te la parola, a te la vittoria, a te il Partito democratico" e quelle di Veltroni, che ringrazia Prodi per il lavoro svolto nella formazione del PD e come servitore dello Stato. Il servizio omette tutte le altre dichiarazioni che potevano interessare gli elettori, come quella sulle condizioni economiche dell'ultimo anno di governo Berlusconi e sui risultati ottenuti da Prodi in 4 anni di governo: ingresso in Europa prima e risanamento dei conti oggi.
Un aspetto non secondario riguarda le immagini: si vedono solo i leader abbracciarsi e parlare, nemmeno un fotogramma invece della piazza, che era stracolma di gente. Ma questo stratagemma l'abbiamo già individuato negli scorsi articoli.

La seconda parte del servizio è esemplare. In studio il giornalista parla di una delle principali accuse mosse a Veltroni, e cioè di aver ricandidato tutti i ministri del governo Prodi.
Parte il video, con Berlusconi che rilancia l'accusa e la replica di Veltroni che dice: "Molti ministri hanno deciso di non ricandidarsi.".
La voce del giornalista replica, con tono ironico, "in effetti molti ministri non si sono ricandidati: ben tre", e inizia a scorrere puntigliosamente le liste del PD elencando tutti i ministri e le rispettive posizioni per le candidature. Totale? Diciannove ministri in lista, "non ne restano poi molti". Veltroni contraddetto in diretta. E' un esempio di come dovrebbe essere il giornalismo. Il problema è che è una rara eccezione, usata contro il partito di opposizione, e non vedremo mai qualcosa di lontanamente simile per Berlusconi. Se avessimo ogni giorno un informazione che contraddice, invece di servire, i politici, oggi non avremmo il paese in queste condizioni, e Berlusconi non sarebbe mai diventato quello che è.
Il colpo finale a Veltroni arriva facendo notare che almeno Prodi non è ricandidato, è vero, ma "è pur sempre il presidente del PD".
Un servizio illuminante che dimostra come a Studio Aperto, se volessero, potrebbero fare perfino del buon giornalismo, ma è la propaganda il fine ultimo delle "libere e autonome" reti Mediaset.

Ora è il turno di Berlusconi. In studio, mentre il giornalista introduce la notizia, campeggia sullo sfondo, come sempre, l'enorme simbolo del Popolo della Libertà. Da notare che quando invece si introduce il PD non è mai presente il simbolo, ma immagini casuali. Studio Aperto sfodera una graziosa intervista fatta dal proprio direttore del TG al Cavaliere: finalmente possiamo vedere il volto del responsabile di questo scempio.
Le domande ovviamente sono elettorali, da salotto, fatte per permettere al candidato di dire cio' che vuole: "Mi dà 3 motivi per votare il Pdl?", Che cosa significherebbe votare il Partito Democratico?", "il suo messaggio ai giovani". Silvio elenca le cose che vuole fare: chiudere le frontiere agli immigrati, formare i giovani con le tre I; si, di nuovo loro: Informatica, Inglese e un'altra lingua, Impresa e mondo del lavoro. Vi ricorda qualcosa? Come se nei 5 anni del suo solido governo lui fosse stato su un altro pianeta.

giovedì 27 marzo 2008

Quel confronto Tv non s'ha da fare!

Benritrovati. Durante queste brevi vacanze ho cercato di isolarmi dalle vicende politiche italiane, per prendere aria prima delle ultime settimane di campagna elettorale, che come al solito sfioreranno il ridicolo.
Non ho però resistito a guardare Ballarò martedi sera, con Floris trattato come uno zerbino (quello almeno si sporca e ti costringe a lavarlo); ogni tanto mi piace immaginare che reagisca, afferrando l'onorevole per il bavero e dicendogli :"senta, lei ora risponde alla mia domanda, e senza dire balle, altrimenti la sbugiardo in diretta TV"; uno spruzzo di giornalismo anglosassone.
Invece è il solito pastone, con confronto tra i vecchi (Dini, Casini, Fassino, Boselli) e nuovi politici che fanno rimpiangere i vecchi (Brambilla e Colaninno). La Rossa si è confermata provocatrice e disturbatrice a pagamento, vuota di contenuti e idee, raccontaballe (ricordate le balle sulla Sardegna?) e nel complesso davvero penosa. La "best performance" della serata va sicuramente a lei.

In casa "Studio Aperto" prosegue la campagna elettorale per "El Presidente". Il Tg delle 12.30, dopo un'apertura con 3 servizi di cronaca nera, è passato al servizio sulla campagna elettorale. In studio, durante la presentazione, campeggiava come sempre l'enorme simbolo del Popolo della libertà, giusto per facilitare gli anziani nel momento del voto; chissà perchè non si è mai visto il simbolo del Partito democratico, visto che è un telegiornale imparziale.
Il servizio riportava lo scontro tra Berlusconi e Veltroni sul confronto TV. I fatti sono ben descritti in questo paragrafo del Corriere, che vi riporto: "Il segeretario del Pd aveva reso noto di partecipare alla trasmissione di Bruno Vespa solo se ci fosse stato un confronto diretto con il candidato premier del Pdl, il quale però non ha accettato: «Se facessi il confronto televisivo con Veltroni, dovrei farlo con gli altri dodici candidati che hanno gli stessi diritti», ha detto il Cavaliere. A questo punto Veltroni ha risposto che non sarebbe andato nemmeno a una trasmissione in cui egli avrebbe risposto da solo alle domande dei giornalisti. Quindi la Rai è stata costretta, per la par condicio, anche ad annullare la puntata in cui Berlusconi avrebbe risposto da solo ai giornalisti."

Studio Aperto è riuscito nell'impresa di far passare il messaggio che sia stata tutta colpa di Veltroni, che vigliaccamente si è tirato indietro nascondendosi dietro la par condicio. Geniale.

Ma lasciamo da parte il nostro povero e malato paese. Voglio proporvi una serie di banner a cui dedicare qualche minuto e da diffondere il più possibile.

Come sapete in Tibet in questi giorni ci sono stati gli ennesimi scontri tra la polizia cinese e gli indipendentisti. Il Tibet è una regione che da decenni è occupata dalla Cina, poichè ha risorse molto importanti come l'acqua, vitale per la crescita cinese. In questi giorni il sito di attivismo Avaaz ha raccolto oltre 1 milione di firme, un vero record. Aiutiamo a raggiungere i 2 milioni:

Vday

E, visto che siamo in tema, mandiamo la nostra protesta contro le olimpiadi di Pechino. La vergogna del mondo occidentale che di fronte al crescente capitalismo cinese chiude gli occhi su diritti umani, condizioni di lavoro e totalitarismo, fornendo un enorme legittimazione con le Olimpiadi.









Altro appello non meno importante. Ogni anno vengono brutalmente massacrati, a colpi di bastone, i cuccioli di foche per poterne ricavare pellicce. Oltre a boicottare ovviamente la vendita di tali prodotti, e a desiderare le peggiori sciagure per quelle bestie umane immeritevoli di ogni diritto, mettiamo qualche firma per cercare di bandire per sempre questa pratica più che barbara. Il link NON porta ad immagini crude, quindi cliccate tranquillamente.

Vday

Inoltre possiamo firmare un'altra petizione a questo indirizzo in italiano: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=460

E per ricordare ogni tanto (visto che le TV non lo fanno quasi mai e i medici sono fortemente disinformati) che la dieta migliore per la salute umana, la cura e la prevenzione di molte malattie è una dieta a base di cibi vegetali, non guasta una visita sul sempre aggiornato sito della:

SSNV


Infine, vi ricordo che il 25 aprile a Torino ci sarà il V-2 day. Si può considerare Grillo un qualunquista, un buffone, o come preferite. Però questa è una battaglia fondamentale, che riguarda la vera libera informazione. Senza quella, l'Italia non va avanti. Io mi sono già iscritto, e parteciperò quasi sicuramente a
Torino.

Vday 

venerdì 14 marzo 2008

Rubrica - Il TG è servito (2) -





Lo ammetto, ci ho preso gusto. Guardare i TG è già un appuntamento più o meno fisso, che risparmierei volentieri se non fosse per i motivi "professionali" che mi impongono di buttare giù il pappone ed essere aggiornato. Ma guardare i Tg Mediaset era una rara eventualità, mentre ora è diventata una passione. (Ndr: ho scoperto come visualizzare i video sul sito Mediaset col browser Firefox: scaricate questo pacchetto e installatelo)

Dedicherò una rubrica a tutti i commenti che riguardano la propaganda elettorale, gli articoli saranno contrassegnati dalla bella immagine, fatta in casa, che vedete all'inizio. Per ricordare, come dicevo nel primo articolo di questa serie, che bisogna aprire gli occhi per completare il puzzle e capire come vanno le cose.

Nuovo giorno, nuovo servizio sfacciatamente propagandistico. Devono essere molto distratti gli oppositori di Berlusconi per far finta di niente, mentre le sue 3 reti sparano cannonate a sinistra e a manca tutti i giorni, raggiungendo milioni di telespettatori che si apprestano ad andare a votare senza alcuna ricerca individuale, convinti solo da ciò che vedranno in TV. Evidente vincere è solo un'opzione, non un obiettivo da perseguire con impegno. ma veniamo a noi.

Studio Aperto ieri, 12 marzo, fa il punto sul tour elettorale dei due principali candidati: Un breve cenno al caso Ciarrapico, che ha sollevato un diverbio interno al Pdl e la protesta della Lega e di Fini; la vicenda, già minimizzata nei giorni precedenti, è posta ad inizio servizio e verrà sommersa dai video successivi. Silvio Berlusconi ha infatti presentato i camper della libertà, con cui continuerà la sua campagna elettorale, e il TG si lancia subito a trasmettere il discorso: i 3 obiettivi dei camper, l'arruolamento per la "missione militare di democrazia", etc...E fin qui, ci siamo. A sorpresa però l'arzillo presidente decide di fermarsi in piazza ed assaporare il "bagno di folla"; trasmesse prontamente allegre immagini di Silvio superstar che fa foto, battute e scherza circondato da qualche fan.

E ora veltroni, che si trova a Verona e propone il suo piano sicurezza, ridotto dal commentatore ad "un portachiavi per tutti collegato con le forze dell'ordine". Nulla di entusiasmante. Il commento prosegue citando le parole di Veltroni che vuole dare vita ad un nuovo rapporto tra centro-sinistra e il Nord-Est, ma che viene prontamente smentito dalle immagini di un gruppo di manifestanti che lo fischiano in strada. Il contrasto tra il bagno di folla per Berlusconi e la contestazione per Veltroni è una tipica ed efficace mossa dei professionisti della propaganda, che hanno già utilizzato questo stratagemma il giorno prima. L'11 marzo infatti, nel solito servizio dedicato alla campagna elettorale, hanno accostato una panoramica aerea di un gremito convegno del Popolo della Libertà, che non c'entrava nulla col resto, alle immagini della contestazione del comitato No Dal Molin, all'arrivo di Veltroni a Verona.
Come dire: quando l'occhio vuole la sua parte...e a Studio aperto lo sanno bene.

venerdì 7 marzo 2008

Il TG è servito

Silvio Berlusconi, salvato dall'isolamento politico da Veltroni nei mesi precedenti la caduta del governo Prodi, è tornato più arzillo (e ingrato) che mai. Non passa giorno che non lanci il suo attacco alla Par Condicio e all'informazione, ovviamente tutta schierata contro di lui. Martedi 4 marzo ha detto, ad esempio, che «è vigente una ridicola legge sulla par condicio, che, dando lo stesso spazio a tutti i partiti rischia di dare una spinta al frazionamento della politica». Evidentemente se avesse le mani libere le sue 3 reti televisive private potrebbero lanciarsi senza pudore in campagna elettorale e servire da potenti armi mediatiche. Ma chi ci dice che non lo facciano già?

E' credenza diffusa che le reti Mediaset siano imparziali, non favoriscano il suo Presidente e anzi lo critichino duramente perchè libere da ogni vincolo. Dopotutto, la libertà è un valore importante per Silvio. Io non credo che ci siano forme di censura diretta nell'azienda, salvo rari casi. Ma non serve, perchè a garantire la linea politica basta l'auto-controllo dei giornalisti che dipendono dallo stipendio. Non gliene faccio una colpa, nessuno nasce ricco, ma questa condizione basta da sola a far sì che le reti funzionino nella maggior parte dei casi come strumenti di propaganda politica.

Ieri (6-3-08), casualmente, ho avuto il piacere di vedere Studio Aperto delle 12.30, che ha dedicato 2 servizi alla campagna elettorale. Purtroppo non mi è possibile rivedere il video perchè il sito MediasetVideo lascia a desiderare, per non dire altro. Potete tentare di visualizzarlo, se siete fortunati, a questo indirizzo. Io cercherò di analizzare i servizi a memoria, perdonate quindi qualche imprecisione.

Il tutto era sfacciatamente costruito ad hoc. Il giornalista iniziava in studio accennando a come il problema rifiuti sia affrontato in questi giorni nella campagna elettorale, e lanciando il video del "nostro Presidente Silvio Berlusconi" nel salotto di Porta a Porta: comodamente cullato tra le braccia del Vespone, Silvio parla della compromessa immagine dell'Italia all'estero, del commercio che rischia di subire un rallentamento, del ristorante di lusso di un suo amico che è stato costretto a chiudere per mancanza di clienti. Ovviamente neanche una parola sulla salute dei campani, sulle responsabilità delle imprese, sulla camorra, sui rifiuti tossici. Argomenti fondamentali completamente ignorati.

Il servizio continua, non si capisce bene perchè, sull'argomento tasse e sull'affluenza ai gazebo della libertà, mostrando immagini di Berlusconi circondato da folle di credenti. Poi si passa a Veltroni, e qui si notano le differenze: immagini di Veltroni su un palco, un ghigno sul volto, da solo con 2 altri uomini, tutto sommato un'immagine abbastanza triste. Niente bagni di folla. Non si sente la voce live di Veltroni, ma è il giornalista a commentare fuori campo la notizia, che mette ben in risalto i problemi del PD: Le proteste dei radicali, i dubbi di Parisi, etc..

La sensazione che rimane dopo aver visto i servizi è di compattezza, decisione, forza e appoggio popolare per il Popolo della libertà e il suo presidente, che occupa tutta la scena politica. Mentre il Partito democratico, dal tono un po' spento, è alle prese con divisioni, problemi, critiche e scioperi dei radicali. Agli spettatori viene da pensare: quale delle due coalizioni sarà in grado di risolvere, ad esempio, il problema rifiuti? Non c'è bisogno di rispondere.

Questo singolo esempio non dimostra che le reti mediaset facciano propaganda. Ovviamente è solo un tassello di un puzzle più grande, e servirebbe condurre uno studio più approfondito per dimostrarlo accuratamente. Per ora ci basta seguire con attenzione i Tg quotidiani per capire che la campagna elettorale si gioca in televisione, e nei prossimi giorni riporterò altri casi analoghi. Per capire meglio le reali dinamiche elettorali, e per completare il puzzle.