lunedì 26 marzo 2007

Copisteria - Una speranza dal sole

Oggi voglio inaugurare una mia rubrica fissa, che ho intitolato "Copisteria".
Perchè? Oggi abbiamo tanta informazione, seppur incompleta e spesso faziosa, leggiamo tante opinioni, abbiamo milioni di blog e ognuno dice la sua. E' troppo, ora bisogna passare dalle parole ai fatti. Ci sono tante persone che ottengono risultati e portano avanti esperienze positive, ritengo giusto parlarne per avere dei modelli da imitare. Basta copiare, ci sono già tante iniziative funzionanti che basterebbe semplicemente copiare, senza altri sforzi mentali.
Cercherò periodicamente esperienze concrete e buone notizie da raccontare.
Vi invito ad inviare le vostre segnalazioni, anche semplici. Ad esempio una buona iniziativa del vostro comune, o di una scuola, e di qualsiasi altro soggetto. Sono sicuro che, pur in questa Italia decadente e corrotta, guardandoci intorno troveremo anche molte cose positive, e mi sembra giusto parlarne.
Il primo argomento della rubrica tratta di una nuova scoperta, molto interessante, nel campo della produzione di energia elettrica dal sole. Buona lettura.

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L'Italia degli ultimi decenni non ha quasi mai saputo sfruttare le proprie potenzialità, sia umane che ambientali. Parliamo di sole, uno dei tanti elementi per cui il bel paese è ammirato e invidiato in tutto il mondo. Il sole produce energia, lo sappiamo, senza emissioni, senza scorie e quasi pulita, tenendo conto del processo che serve a costruire dei pannelli solari e fotovoltaici e a smaltirli. Potrà sembrare strano, ma nel 1996 l'Italia era al quarto posto nella produzione di energia elettrica dal sole, dopo aver costruito la centrale più grande al mondo[1] in Campania, a Serre (SA).

E oggi? Nel 2005 la produzione di energia solare in Italia era di appena 37 megawatt, mentre la Germania guidava la classifica con 1.429 MW e Tokyo seguiva con 1422 MW. L'energia solare, insieme all'efficienza energetica degli edifici, è la soluzione più verosimile per fronteggiare e frenare il riscaldamento climatico, e in Italia stenta ancora a decollare nonostante l'abbondanza di "materia prima".

Finora questa lentezza si può imputare a diversi ostacoli: prezzi alti per gli impianti, poca informazione e nessuna pubblicità e assistenza rivolta ai cittadini interessati: molti italiani continuano ad ignorare le potenzialità del sole. Infine, forse la causa principale, la scarsa volontà politica di favorire questo tipo di autoproduzione elettrica che metterebbe in discussione l'idea di produzione e profitti centralizzati: per intenderci, le classiche centrali elettriche che abbiamo oggi.

Il sole è la risorsa più abbondante sulla terra. e da diversi istituti di ricerca sulle energie vengono precisi inviti a utilizzare questa preziosa risorsa per soddisfare il fabbisogno di energia che aumenterà di oltre il 50% entro il 2050 secondo le stime del Dipartimento di Energia statunitense[2]. In contrasto con chi si ostina a parlare di nucleare come soluzione migliore, dimenticando aspetti chiave come costi, sicurezza e smaltimento delle scorie.

La stragrande maggioranza degli attuali pannelli fotovoltaici sono costituiti da silicio, un semiconduttore con vari svantaggi e attualmente il maggior ostacolo tecnico all'abbattimento dei costi.

Una speranza ancora una volta viene dagli USA. A "Tg Leonardo" del 19 marzo si è parlato del Premio Eni-Italgas 2006, che per la sezione Scienza e Ambiente ha premiato due scienziati per le loro scoperte [3].
Armand Paul Alivisatos, chimico, ha condotto studi su celle solari [4] ultrasottili costituite da nanocristalli inorganici sensibili alla luce del sole.
Alan Heeger, fisico e già premio Nobel per la Chimica nel 2000, ha scoperto un modo di produrre celle solari realizzate con polimeri di origine organica, un particolare materiale plastico che ha molti vantaggi: possono essere prodotte in pellicole sottili e a basso costo.

L'unione di queste scoperte ha permesso lo sviluppo di celle solari "ibride", ad alto rendimento, facilmente stampabili su pellicole come avviene in una tipografia, e molto più durature dei pannelli solari attuali, che comunque hanno già una garanzia media di 20-25 anni. La commercializzazione è più vicina di quanto si ci possa aspettare, infatti inizierà nel 2008 negli Stati Uniti.

Heeger in un intervista ha detto che "Siamo riusciti a trovare la strada per sfruttare la fonte energetica più abbondante e rinnovabile di tutte, ora abbiamo la tecnologia, ma è stato un lavoro molto lungo e molto difficile." Mi auguro che, dopo il duro lavoro svolto dai team di scienziati, non sia la politica a bloccare e impedire la diffusione di queste tecnologie che rappresentano il futuro del nostro pianeta.

Note

[1] http://enelgreenpower.enel.it/en/green_tour/centrali/serre_salerno.html
[2] http://www.energy.gov/energysources/solar.htm
[3] http://www.digitalidentity.it/eventi/el20070319torino/motivazione.html
[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Modulo_fotovoltaico

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